Cultura

Onegin alla Scala: un dramma sulle punte

Benedetta Bossetti
1 ottobre 2017

Il Teatro alla Scala ospita sino al 18 ottobre Onegin, balletto ispirato al celebre romanzo di Aleksandr Puškin (pubblicato nel 1830), che John Cranko ha tradotto in una drammatica storia d’amore sulle punte. Dirige l’immortale musica di Čajkovskij Felix Korobov, per la prima volta alla Scala.

Onegin, il cui esordio fu a Stoccarda nel 1965 e nella sua versione definitiva nel 1967, fu rappresentato per la prima volta alla Scala nel 1993. Il balletto in tre atti narra la storia di un gioco d’amore infelice, che si trascina  dalla giovinezza alla maturità.

Interpreti principali, l’étoile Roberto Bolle e Marianela Nuñez. Lui – per temperamento cosi distante dalla natura di questo personaggio – tratteggia il protagonista con maestria, sensibilità ed assoluta potenza espressiva, non solo del corpo e del volto, ma soprattutto dell’anima. Insomma, un  Onegin da manuale. Lei, principal del Royal Ballet, è una Tat’jana perfetta: leggiadra nel movimento, ma determinata negli accenti. Timofej Andrijashenko, il poeta Lenskij, racconta il personaggio con spettacolare forza ed energia; il Principe Gremin, marito di Tat’jana, è un Mick Zeni intenso ed incisivo. Il corpo di ballo affascina con la precisione che sempre lo contraddistingue nelle molteplici danze d’insieme, bravissimi tutti.

Un grande spettacolo, un grande balletto, una grande emozione e 13 minuti di applausi scroscianti.

Seguiranno  il 6 ottobre  Nicoletta Manni e Marco Agostino che  interpreteranno Onegin e Tat’jana. Ol’ga e Lenskij saranno il 29 settembre, il 12 e 18 ottobre, Claudio Coviello con Agnese Di Clemente.

Photo credits: Brescia/Amisano


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