Musica

Opera, balletto, musica e moda si fondono al Teatro alla Scala

Elsa Galasio
13 gennaio 2014

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In un periodo difficile per la cultura ed il teatro italiano, devastati dalle continue chiusure di orchestre ed associazioni (ultima a subire tali politiche, l’Orchestra mozartiana di Bologna), c’è qualcuno che va contro corrente e ce la mette tutta per rendere l’arte musicale fruibile a 360 gradi.

Si tratta del Teatro alla Scala, una delle poche realtà italiane che non desiste, grazie anche ai fondi che gli vengono concessi in virtù della sua indiscussa notorietà e produttività.

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Questa volta lo spettacolo è a tutto tondo: opera, balletto, musica sinfonica e persino moda si fondono in un mirabile risultato chiamato Le Spectre de la rose – La rose malade – Cavalleria rusticana. Si tratta di uno dei rari esperimenti volti a proporre in un’unica serata balletto e opera nel tentativo di richiamare a teatro gli appassionati dell’una e dell’altra categoria. Questa volta inoltre i più attenti al mondo della moda avranno la soddisfazione di poter ammirare in scena i costumi di Yves Saint-Laurent, creati appositamente per il balletto La rose malade, vestiti che si adattano alla perfezione al ballo languido e struggente sino a caratterizzarne i tratti eterei.

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Filo conduttore delle tre brevi rappresentazioni è il tema della passione; nei primi due balletti la si percepisce tramite il sensuale linguaggio del corpo delle coppie di ballerini e nell’opera Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni essa assume le sfumature veriste tipiche del ‘900 teatrale che la rendono fonte di gelosia e distruzione.
La musica è parte fondamentale sia de La rose malade, che gode delle celebri e intense note della quinta sinonia di Mahler (utilizzata anche da Luchino Visconti nelle sua Morte a Venezia), che di Cavalleria rusticana, profondamente intensa ed emozionale nel memorabile Intermezzo.
Non da meno sono le fonti letterarie a cui si ispirano le tre: Le Spectre de la rose evoca i versi del poema di Teophile Gautier, La rose malade veste i panni di uno dei capolavori di William Blake, The Marriage of Heaven and Hell, infine Cavalleria rusticana non è altro che la messa in scena musicale dell’omonima novella di Giovanni Verga.

Daniel Harding

L’intuizione scaligera riesce così a riempire di entusiasmo tanto il giovane pubblico  quanto quello più tradizionale; il primo più propenso all’arte della danza e il secondo nostalgicamente affezionato al grande melodramma. Il direttore d’orchestra Daniel Harding si destreggia nella conduzione delle due forme musicali strutturalmente differenti, seguendo dapprima i movimenti dei ballerini e successivamente il canto dei personaggi siciliani.

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Tra gli interpreti troviamo Leonid Sarafanov, etoile del teatro di San Pietroburgo, e Maria Eichwaid per i balli, l’ucraina Liudmyla Monastyrska e l’argentino Jorge de Léon interpretano invece Santuzza e Turiddu nella tragedia siciliana.
Lo spettacolo sarà in scena dal 12 gennaio sino a domenica 9 febbraio.

Elsa Galasio


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