Cinema

Oscar 2015: tutti i vincitori

Giorgio Raulli
23 febbraio 2015

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Sono le 2:29 del mattino (ora italiana), l’attesissimo appuntamento è arrivato e sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles entra Neil Patrick Harris, e non stupisce che il suo numero di apertura preveda una splendida canzone parodica, ma soprattutto evocativa dei grandi classici del cinema (a cui partecipano anche Anna Kendrick e Jack Black).

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Lo showman introduce subito sul palco Lupita Nyong’o per la consegna della statuetta come Miglior Attore Non Protagonista: vince J.K. Simmons per la sua ottima interpretazione in Whiplash, nel ruolo di un durissimo insegnante di musica.

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Dopo che N. P. Harris ci parla solennemente delle sue personali, e segrete, previsioni sulle candidature di quest’anno, Liam Neeson presenta una clip su Grand Budapest Hotel e American Sniper, candidati a Miglior film; subito Dakota Johnson (protagonista di 50 Sfumature di grigio) accoglie sul palco Adam Levine e la sua canzone, candidata, “Love stars” tratta da Tutto può cambiare.

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Dopo la pubblicità, Jennifer Lopez e Chris Pine premiano per i Miglior costumi l’italiana Milena Canonero per Grand Budapest Hotel (alla sua quarta statuetta), film premiato anche da Reese Witherspoon, che consegna l’Oscar per Miglior trucco e acconciatura a Frances Hannon e Mark Coulier per il loro lavoro nel film di Wes Anderson.

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Un altro break e subito il presentatore accoglie sul palco Nicole Kidman e Chiwetel Ejiofor che annunciano il Miglior film straniero: la statuetta va al drammatico film polacco Ida e al suo emozionato e simpatico regista Paweł Pawlikowski. Un forte applauso per Shirley Maclaine, che presenta altri tre film candidati Boyhood, La teoria del tutto e Birdman.

Neil Patrick Harris scende in platea ad intervistare/infastidire il pubblico di star: sul palco invece c’è Marion Cotillard che introduce la psichedelica performance dei Lonley Island di “Everything is awesome” canzone candidata da The Lego Movie. Jason Bateman e Kerry Washington premiano il Miglior cortometraggio, The Phone Call di Mat Kirkby e James Lucas, e il Miglior corto-documentario, Crisis Hotline di Ellen Goosenberg Kent e Dana Perry. A Viola Davis il compito di comunicare i premi speciali: gli Oscar Alla Carriera per il regista e animatore Hayao Miyazaki, lo sceneggiatore Jean-Claude Carrière e l’attrice Maureen O’Hara, ed anche il Premio Umanitario Jean Hersholt che va a Harry Belafonte, il quale si è battuto molto per i diritti umani durante la sua lunga carriera di musicista e attore.

Tim McGraw canta “I’m Not Gonna Miss You”, canzone in gara, tratta dal documentario sulla musica country Glen Campbell: I’ll Be Me. Neil Patrick Harris reinterpreta omaggiando una divertente scena tratta da Birdman, finendo per presentare lo show… in mutande! Sienna Miller e Chris Evans annunciano le vittorie di Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley per il Miglior sonoro (Whiplash) e di Alan Robert Murray e Bub Asman per il Miglior montaggio sonoro di American Sniper. Jared Leto presenta le artiste in lizza come Miglior attrice non protagonista: «the Oscar goes to» Patricia Arquette per il ruolo della madre del giovane protagonista di Boyhood (la sua prima nomination alla chermesse).

Josh Hutcherson presenta Rita Ora che si esibisce con la canzone “Grateful”, in gara, tratta dal film Beyond the Lights. È la volta di Ansel Elgort e Chloë Grace Moretz, che premiano il team di Interstellar per i Migliori effetti speciali. Anna Kendrik e Kevin Hart consengnao l’Oscar per il Miglior cortometraggio animato a Feast di Patrick Osborne e Kristina Reed, prodotto dalla Disney e proiettato nei cinema all’inizio di Big Hero 6. Zoe Saldana e Dwayne Johnson hanno invece il compito di premiare il Miglior film d’animazione: vince di nuovo la Disney, con Big Hiro 6.

Chris Pratt e Felicity Jones assegnano un’altra statuetta a Grand Budapest Hotel per la Miglior Scenografia: gli Oscar vanno ai designer Adam Stockhausen e Anna Pinnock, mentre Jessica Chastain e Idris Elba premiano Emmanuel Lubezki (Birdman) per la Miglior fotografia – seconda statuetta di fila.

Meryl Streep sale sul palcoscenico per il consueto e sentito appuntamento della cerimonia per ricordare le personalità cinematografiche scomparse, quest’anno moltissime purtroppo: tra i tanti, Mickey Rooney, Anita Ekberg, Virna Lisi, Richard Attenborough, Robin Williams, Rod Taylor, Lauren Bacall, Eli Wallach, Joan Rivers, Gabriel Garcia Marquez, Bob Hoskins, Mike Nichols; la cantante Jennifer Hudson li omaggia con un’intensa interpretazione di “I Can’t Let Go”. Manca purtroppo il regista Gianfranco Rosi, scomparso lo scorso 10 gennaio.

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Dopo una pausa pubblicitaria, Benedict Cumberbatch e Naomi Watts consegnano l’Oscar per il Miglior montaggio a Tom Cross per Whiplash; questa pellicola viene presentata più in dettaglio, in un discorso sentito, dall’attore Terrence Howard, insieme a The Imitation Game e Selma. Jennifer Aniston e David Oyelowo parlano delle pellicole in gara per Miglior documentario: vincono Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy e Dirk Wilutsky per Citizenfour, sull’informatico Edward Snowden noto per aver rivelato pubblicamente segreti governativi di Stati Uniti e Regno Unito.

Octavia Spencer introduce l’ultima canzone in nomination, “Glory” tratta dal film Selma – La strada per la libertà, e a cantare, stupendamente, sono John Legend e Common che si meritano la standig-ovation del teatro: Idina Menzel e John Travolta (lui sbagliò il nome di lei nella premiazione dell’anno scorso) consegnano ai due cantanti il premio come Miglior canzone originale.

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Scarlett Johansson apre un momento dedicato ai 50 anni di Tutti insieme appassionatamente, storico musical con Julie Andrews, da cui Lady Gaga interpreta un midley dei brani più rappresentativi; la Andrews sale sul palco tra mille applausi per annunciare la Miglior colonna sonora: vince Alexandre Desplat per le sue musiche in Grand Budapest Hotel.

La Miglior sceneggiatura originale è quella di Birdman, ed Eddy Murphy consegna le statuette al gruppo di autori capeggiato dal regista messicano Alejandro González Iñárritu, mentre Oprah Winfrey premia come Miglior sceneggiatura non originale un appassionato Graham Moore per il suo adattamento di The Imitation Game: lo sceneggiatore rivela di aver tentato il suicidio da giovanissimo per la sua “diversità” (tragico gesto che compì anche il protagonista del suo film Alan Turing), conquistandosi l’affetto e il supporto immediato di tutta la platea (e non solo).

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Siamo quasi in dirittura d’arrivo. Ben Affleck presenta l’atteso premio per la Migior regia: Iñárritu si aggiudica l’Oscar per Birdman. Cate Blanchett premia il Miglio attore protagonista Eddie Redmayne per la sua eccellente performance nei panni di Stephen Hawking ne La teoria del tutto.

Matthew McConaughey presenta invece la Miglior attrice protagonista di quest’anno: è Julianne Moore per la sua splendida performance in Still Alice, in cui interpreta una donna che affronta il tragico procedere dell’Alzheimer. Neil Patrick Harris apre la valigetta misteriosa con le sue previsioni, che si rivelano delle simpatiche prese in giro. Sean Penn decreta che il Miglior film del 2014 è Birdman.

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Uno spettacolo divertente, ma anche piuttosto in linea con le più classiche cerimonie, confermando Neil Patrick Harris grande performer e intrattenitore. Ricapitolando, Birdman e Grand Budapest Hotel ottengono 4 Oscar ciascuno (su 9 nomination), mentre Whiplash 3 su 5; stupiscono invece Boyhood e The Imitation Game per la mancata incetta di premi (sono una statuetta ciascuno). L’appuntamento è per il prossimo anno.


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