Musica

Ottobre: eclettismo musicale a Lione

staff
17 ottobre 2011


Lione è una città con non più di 500 mila abitanti, eppure la sua vivacità musicale è tale da far invidia a molte capitali europee. Le rassegne e i festival si susseguono nel corso dell’anno e i luoghi deputati alla musica sono numerosissimi: molte sale da concerto, chiese, conservatori e un teatro dell’opera fra i più prestigiosi e all’avanguardia in Europa. La cittadinanza stessa risponde all’offerta musicale con un’affluenza agli eventi costante e affezionata, che ha il suo picco massimo in estate durante il festival “Les nuits de Fourvière”, quando un’intera collina di Lione diventa teatro a cielo aperto di iniziative musicali di ogni sorta.
L’ Opera di Lione è uno dei teatri musicali più conosciuti e attivi di Francia. La sua stagione operistica e sinfonica è sempre ricca di produzioni avvincenti e di titoli originali, che spesso si distaccano dalla tradizione classica. Come altrove in Francia, lo sforzo dell’amministrazione comunale è volto a integrare il teatro fra i luoghi della socialità cittadina, in modo da avvicinare gli abitanti alla musica e alla cultura nel modo più naturale possibile. Un luogo moderno quindi, in cui gli spazi sono pensati per essere polifunzionali e per accogliere eventi disparati; dalla lirica ai concerti jazz, dagli aperitivi alle prove aperte nelle magnifiche sale custodite sotto l’ampia cupola di vetro costruita da Jean Nouvel nel 1993. Anche quest’anno il cartellone è davvero fitto di appuntamenti preziosi. Ci limitiamo a segnalare quelli che riempiono il mese di Ottobre addolcendo l’autunno.
Si è cominciato con “Bizarre, cultures urbaines”, una serie di appuntamenti in cui l’Opera ha ospitato un progetto di rivalutazione culturale dell’interland Lionese. L’obiettivo è di dare visibilità agli artisti emergenti della musica elettronica e dell’hip pop di strada mescolati alle culture di immigrazione e troppo spesso considerati di serie B.
A seguire è la volta di “Le Nez” opera del 1930 dell’allora ventiquattrenne D. Chostakovitch, già applaudita al Festival di Aix en Provence nella nuova produzione dell’Opera di Lione con il partenariato del Metropolitan di New York. Il racconto surreale di Gogol, che ha per protagonista un gigantesco naso ribelle con manie di protagonismo, diventò per il compositore russo lo spunto per la realizzazione di un’opera quanto mai corrosiva e strabiliante, in cui la musica dà risalto alla fantasia più straniata e allucinante. Per l’allestimento di un’opera simile non poteva esserci regista più adatto di W. Kentridge che, con le sue incantevoli messinscene multimediali già apprezzate ne “Il flauto magico” scaligero, rende “realizzabile l’irrealizzabile” e dà concretezza alla fiabesca follia dell’opera russa.
Per creare una continuità musicale all’interno della programmazione dell’Opera, nel corso del mese è stata presentata in più concerti l’esecuzione integrale dei quartetti per archi di Chostakovitch, realizzata dal pluripremiato “Quatuor Debussy”. L’importanza musicale di queste composizioni è tale che spesso vengono accostate ai quartetti di Beethoven, padre spirituale del compositore del ‘900. In essi Chostakovitch ha infuso senz’altro tutta la propria statura musicale, tanto che “i quartetti si possono leggere come un diario intimo” nel corso dei quali le qualità del compositore si dipanano e si evolvono col passare degli anni.
Infine, per riconfermare il proprio eclettismo, il teatro dedica alcuni concerti al jazz e alla popular music. Oggi stesso l’Opera ospita il “RhynoJazz(s)”, festival internazionale che dissemina appuntamenti in tutta la regione del Rodano-Alpi. Il concerto vede la presenza del famosissimo fisarmonicista francese J.L. Matinier in collaborazione con altri musicisti di fama internazionale. Per quanto riguarda invece la musica popolare, numerosi saranno i concerti, le conferenze e le installazioni raggruppati sotto il titolo di “Musiques d’içi et d’ailleurs”, in scena fra il 20 e il 22. Il pubblico avrà così modo di entrare in contatto con culture musicali poco conosciute in Europa, abbandonandosi ai suoni provenienti da Marocco, Afganistan, Comores e molti altri paesi.

Eva Marti


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