Leggere insieme

Ottoline va a scuola

Marina Petruzio
13 agosto 2016

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Nella rassegna di bambine protagoniste per atipicità, di albi illustrati e libri per l’infanzia, sia essa estrema monelleria, tenacia o intraprendenza, non poteva mancare Ottoline, la bambina che vive da sola nell’appartamento 243 della Torre P.W. Huffledink, meglio conosciuta come il Grattacielo Macinapepe, meravigliosamente tracciata dalla matita di Chris Riddell.

Ottoline è ormai un classico intramontabile, la sua prima uscita in Italia risale al 2009 per Il Castoro Editore.

Delle sole tre storie – purtroppo – scritte e raccontate per immagini che la vedono protagonista – “Ottoline e la Gatta Gialla” e “Ottoline al mare” – abbiamo scelto oggi “Ottoline va a Scuola”, la seconda della serie.

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Ottoline Brown, O per mamma e papà, è una bambina stravagante, decisamente speciale, figlia di due genitori altrettanto stravaganti: soci dell’Associazione Collezionisti Itineranti, girano il mondo alla ricerca di oggetti davvero speciali quali quadri piccolissimi, borse per l’acqua calda, bocce per i pesci portatili, teiere a diversi beccucci e amenità simili e oggetti misteriosi di cui il loro appartamento è letteralmente zeppo.

Per sanare i propri sensi di colpa, posto che non rinuncerebbe a uno solo dei suoi viaggi – meriterebbero un capitolo a loro dedicato le mamme di queste bambine -,  per tenersi in contatto con Ottoline la mamma le scrive costantemente delle cartoline dai luoghi più bizzarri, quali per esempio il festival della decorazione dell’alce di Kongsberg, che portano sempre un abbraccio o un bacio di papà e una raccomandazione finale: fai attenzione all’altalena, ricordati di rimettere a posto l’ombrello – accidenti, le era servito per uscire in missione una notte, come faceva la mamma a sapere che lo aveva usato? – e soprattutto non fare tardi la sera! O, dal canto suo, manda loro le sue lettere tramite l’associazione, che pensa a recapitarle ai suoi soci in giro per il mondo avvalendosi di ogni mezzo, anche dei piccioni viaggiatori se è necessario! Così il sottile filo del legame familiare della famiglia Brown è alimentato: gli uni sanno dell’altra e tutti sono felici.

È così che queste cartoline sono diventate il suo rapporto con mamma e papà e una delle sue prime e personalissime collezioni: buon sangue non mente! Ottoline ama la collezione di Cartoline dei suoi genitori, le piace guardare i luoghi bizzarri, esotici e così lontani che vi sono raffigurati e ama leggerne i messaggi sul retro perché le fa sentire i suoi genitori non così lontani.

Asciugatevi la lacrima, perché Ottoline non è di certo sola o abbandonata: per fare in modo che abbia tutti i comfort possibili e immaginabili è stato assoldato uno squadrone di persone pronte per ogni evenienza.

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Caschetto biondo, occhio azzurro, come nella migliore delle tradizioni femminili dell’infanzia,

Ottoline ha alcune particolarità che la rendono assolutamente unica e irresistibile! La prima sicuramente è il vezzo di portare sempre scarpe…spaiate! Non è inusuale, anzi è piuttosto certo, vederla in giro con due scarpe completamente diverse o per foggia o per colore: una ballerina allacciata al collo del piede e una snikers alta, un judpur e uno zoccolo, piuttosto che due stivaletti da pioggia, uno rigorosamente nero in gomma, l’altro a pois, se piove. E le altre? Quelle che si accoppiano perfettamente per foggia e per colore? Quelle vanno a costituire e ampliare la sua seconda e personalissima collezione privata, quella delle Scarpe Spaiate! E come Agata dei Gotici, sorella da parte di padre, ama vestirsi, o travestirsi, ogni giorno in modo differente, per cui ci sono abiti e accessori differenti e assolutamente programmati per ogni giorno della settimana.

Non pensate a Ottoline come a una bambina sola e malinconica, tutt’altro!

Dotata di intraprendenza e molta fantasia, di fiuto per le cose inusuali e strane, come abbiamo già detto dote di famiglia, Ottoline ama guardarsi intorno, osservare, alla ricerca di particolari che la mettano su una nuova pista, diritta diritta verso un’avventura, che annota scrupolosamente sul suo taccuino per poi congegnare piani assolutamente ingegnosi. Per esempio…

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Come tutte le bambine figlie di genitori stravaganti, anche Ottoline e l’inseparabile Mister Munro – di cui parleremo più tardi, ora va solo detto che sono inseparabili da che i genitori di Ottoline lo hanno portato a casa salvandolo (o strappandolo ?) da una palude Norvegese che lei avrà avuto all’incirca tre anni – non vanno a scuola ma prendono lezioni private. L’incontro con un’altra bambina – finalmente! -, Cecilia Forbes Lawrence III, darà una svolta importante alla loro vita. Ottoline con una lettera ai suoi genitori riuscirà ad ottenere il permesso di essere iscritta alla Scuola Alice B. Smith per talenti speciali.
Nella scuola, decisamente speciale di Alice B. Smith, i bambini devono ricercare principalmente la loro maggiore e spiccata attitudine: il loro talento speciale. E questo attraverso una serie di lezioni e attività quali origami, mestieri inutili, coro fischiettante, lezioni di risarella, esercizi di sorseggio all’ora del tè, studio di lacrime leggendo storie tristi e imparando a tirar su col naso e amenità assortite. Perché tutti hanno un talento, si tratta solo di trovarlo.
Brian, il ragazzo invisibile, e il suo cane Pecetta riescono a mettere i piatti in equilibrio su lunghe aste e farle ruotare; Ottoline e Mister Munro direi di no. Orvillise e Wilburta, gemelle, creano composizioni floreali volteggiando attaccate a un trapezio…neppure questo fa per Ottoline e Mister Munro. La Sultana del Pahang ha uno straordinario talento nel creare tende origami, mentre Cecilia e il pony Burguglio sono insuperabili nel croquet in carrozza. Ma quale sarà, e come lo scoprirà, il talento di Ottoline?

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Resta il fatto che la scuola della Signora Alice B. Smith, che non crede nel mercoledì e nel numero nove, cela un mistero, posta in cima a una montagna, dove uno strano maggiordomo dai tratti frankesteniani si aggira furtivo e sembra essere dappertutto. Nel cuore della notte il galoppo di un cavallo fantasma terrorizza gli ospiti. E tra fantasmi nascosti in ogni dove, appostamenti, incontri al Club del PicNic nel bosco tra decine di orsi, Ottoline scoprirà il suo vero talento e Mister Munro meriterà il distintivo di…MIGLIORE AMICO!

Ma come detto di Mister Munro parleremo prossimamente…

Come già Hilary Knight nel 1955 per “Eloise“, anche Chris Riddell per Ottoline usa un solo colore per ogni storia, qui un cobalto, per dare risalto all’interno delle illustrazioni rigorosamente a in bianco e nero, ad alcuni particolari.

 

Ottoline va a scuola
di e illustrato da Chris Riddell
Tradotto: da Pico Floridi
Editore: Il Castoro
Euro: 13,50.
Età di lettura dai:  7 anni per una lettura autonoma


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