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Pagelle al campionato: Milan 4, Inter 5, Juve 9

Riccardo Signori
2 maggio 2016

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Milano e il suo calcio da polli, come direbbe Roberto Mancini, è stata la grande delusione di questo campionato. Firenze si è accodata nel pessimo finale. Roma è risorta perfino con la Lazio, Napoli si è arrampicata verso l’alto. Torino, sponda Juve, è stata impietosa. Sassuolo si gode il bello di sentirsi novità da alta classifica. Sintesi di un campionato (consideriamo le squadre che si sono giocate scudetto e posizione per l’Europa) da rivedere nei voti, perché ormai ha ancora poco da dire sul campo.

JUVE 9: Carro armato che ha stritolato tutti, lasciando alle avversarie anche un po’ di metri di vantaggio iniziale. Cercava lo stimolo per riprovare a vincere, le è bastato un peccato veniale per avere di nuovo fame. Ha inseguito avversari e record ed ha acchiappato ogni cosa.  Nemmeno fosse un gatto con i topini. Niente di nuovo nel gioco, tanto di vecchio nella determinazione. E Max Allegri ha vinto la sua battaglia nella diffidenza dei tifosi: come recita l’ultimo striscione allo Stadium.

NAPOLI 7: Si è specchiato nel bel gioco di Sarri e non si è accorto che si può dare di più. Si è aggrappato alla vena di Higuain come un salvagente: quello il limite. E’ rimasto nel giro Champions, ma non è andato oltre il minimo garantito. L’allenatore ci ha messo la mano nel gioco, ma poi ha rovinato le teste con i suoi lamenti.

ROMA 6: Talvolta cambiare allenatore conta. Ha buttato un’altra stagione, avendo una rosa da gran premio e non da comprimaria con vista Champions. Poteva e doveva contrastare la Juve nella corsa scudetto. Rudy Garcia ha fatto danni. Forse con Spalletti fin dall’inizio…Chissà! Resteranno i dubbi e qualche rimpianto. Resta al positivo un bel recupero in classifica e un gran giocare nelle partite made in Spalletti. Peccato che ogni anno ci angosci con il caso Totti, che prima o poi smetterà…di giocare.

FIORENTINA 5: prometteva tanto, si è sciolta nella dissipazione. Prima parte di campionato con mille promesse e un gran bel gioco, seguito da strazio: 8 punti in 10 partite sono il segno del crollo. Rosa e allenatore non erano da competizione. Non ha mai smesso di giocare bene, ma il bel gioco non basta. Alla faccia di chi mette il gioco davanti a tutto.

INTER 5: Sarebbe da 4, se non ci fosse la prima parte di campionato a riequilibrare il giudizio. Comunque la si pensi sul gioco e sullo stellone di allora, l’Inter era in testa al campionato. Poi ha buttato una stagione, persa la zona Champions, si è involuta in trasferta (6 punti in 9 partite), ha fatto e disfatto, mai convincente nel gioco e nemmeno nelle scelte di Mancini. Ha dimostrato di avere un pugno di giocatori sui quali impostare il futuro. Ma altrettanti hanno tradito.

MILAN 4: Voto che vale per tutti, squadra e dirigenza. Anzi, alla dirigenza andrebbe un 3: spesi 100 milioni per vedere questi risultati.  Alla fine gli allenatori sono i meno colpevoli, anche se Cristian Brocchi avrebbe fatto meglio a restarsene nella squadra Primavera, visti errori e ingenuità. Milan horror: meglio metterlo nelle mani dei cinesi e ringraziare Berlusconi, per il lontano passato non certo per gli ultimi anni. Nemmeno vincendo la coppa Italia, si fa per dire,  potrebbe salvare la pessima immagine.

LAZIO 6: stava precipitando, si è ripresa cambiando tecnico. Difficile chiederle molto di più. Rischia di star fuori dall’Europa: poco male. Mentre Simone Inzaghi sta ponendo seri dubbi sul futuro della panchina: Sinisa Mihajlovic era in pole position, ora non più.

SASSUOLO 8: Cosa chiedere di più? Ha valorizzato i suoi giocatori, un bel vedere anche nel gioco, lotta con le presunte grandi e potrebbe andare in Europa. Unico limite: il suo presidente tifa Milan avendo in mano una squadra così. Ma si può?


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