Il mio punto di vista

Panico da rientro!

Gabriella Magnoni Dompé
2 gennaio 2013

Sguardo lontano e perso. Mi appoggio alla parete di casa osservando i tetti di Milano dalla finestra. L’angoscia incalza: “Oddio, il rientro!”
Ebbene sì, rieccoci qui, chi abbronzato, chi divertito, chi rilassato, chi appagato, chi nostalgico, chi già di pessimo umore. Infine, anche chi mai partito.
Ma in ogni caso tutti rientrati. “Rientro”, parola che genera già di per sé ansia. Rientro, inteso come ripresa della routine da cui tanto volentieri eravamo fuggiti. Rientro, necessità di affrontare tutto ciò che, sospeso, ci eravamo abbandonato alle spalle. Rientro in una dimensione che ci porta a pensare la nostra vita in un nuovo anno.
E allora, che fare? Come gestire questo periodo così tanto delicato per il quale autorevoli psicologi, psicoterapeuti blasonati e noti psichiatri hanno speso fiumi d’inchiostro? Come affrontare questo vero e proprio macigno?
Personalmente ritengo che la regola d’oro sia un po’ come la ricetta della nonna: evitare di voler gestire tutto e tutti immediatamente.
Bisogna costruirsi un vero e proprio periodo di transizione, durante il quale dare spazio ai problemi e alle questioni realmente urgenti, evitando di lasciarsi sopraffare dalla smania di voler affrontare tutto e subito. La parola organizzazione, del tempo e della mente, è la chiave di volta per evitare di farsi affogare da un gorgo di impegni, commissioni, incontri, email, telefonate e quant’altro.
Altro punto importantissimo: cercare di mantenere il più a lungo possibile i benefici psico-fisici accumulati durante il periodo di vacanza. Oltre ai soliti bagni per conservare l’abbronzatura, marina o montana che sia – rigorosamente nella vasca con latte, olio e sale grosso, con qualche goccia di betulla. Da evitare le docce, perchè sbiancano! -, il consiglio è riguardare foto e filmini rifugiandosi nel ricordo di qualcosa di bello appena trascorso e che nessuno ci vieta prima o poi di poter nuovamente sperimentare.
Evitare quindi di pensare al quotidiano come all’assoluto, pensare invece in positivo e cioè guardare ai nuovi impegni come ad un tramite che ci può permettere di raggiungere un nuovo stato di grazia e di relax.
Fondamentale, poi, goderci tutto ciò che ci piace della nostra vita quotidiana, riflettendo sul fatto che comunque ci dispiacerebbe non poterlo avere in vacanza: piccole abitudini, coccole quotidiane, incontri con amici, l’abbraccio dei parenti, l’appuntamento con il parrucchiere, la palestra, il massaggiatore di fiducia…o anche quella bella serata nel proprio salotto guardando tranquillamente un programma alla tv.
Casa è sempre dolce casa. Questo proverbio mai come in questi momenti di scoramento va pensato e ripetuto, considerando che il ritorno alla nostra vita di ogni giorno è il ritorno a ciò che in fondo ci siamo scelti e costruiti. Non un sogno, ma la realtà. La nostra.

Gabriella Magnoni Dompé