Fotografia

Parigi in 5 scatti d’autore

Valentina Garola
31 luglio 2015

“Non si può scegliere se Parigi sia più bella di notte o di giorno, ti posso dare un argomento che mette ko sia l’una che l’altra ipotesi.. Sai a volte mi chiedo come qualcuno possa realizzare un libro, un dipinto, una sinfonia o una scultura che competa con una grande città. Non ci si riesce, ci si guarda intorno e ogni strada, ogni boulevard, sono in realtà una speciale forma d’arte. E quando qualcuno pensa che nel gelido, violento e insignificante universo esiste Parigi ed esistono queste luci, insomma andiamo non succede niente su Giove o su Nettuno, ma qualcuno lassù dallo spazio può vedere queste luci, i caffè, la gente che beve e che canta. Per quanto ne sappiamo, Parigi è il posto più cool dell’universo..” – Midnight in Paris, Woody Allen

Ecco a voi la Ville Lumière in 5 scatti di alcuni dei più grandi fotografi di tutti i tempi.

Scène de genre à Montparnasse, Paris, 1939 © Emile Savitry

Scène de genre à Montparnasse, Paris, 1939 © Emile Savitry

Proprio a Parigi, in particolare nel quartiere di Montparnasse, Émile Savitry (presudonimo di Émile Dupont) comincia la sua carriera di pittore, sviluppando poi quella di fotografo.

Carbonaio, Boulevard Saint-Jacques , Parigi anni quaranta © Émile Savitry

Carbonaio, Boulevard Saint-Jacques , Parigi anni quaranta © Émile Savitry

Behind the Gare Saint- Lazare, 1932 © Henri Cartier- Bresson

Behind the Gare Saint- Lazare, 1932 © Henri Cartier- Bresson

Questo scatto riassume perfettamente il concetto del carpe diem, ovvero del cogliere l’attimo, arte in cui Cartier-Bresson era un maestro. Per lui la fotografia è molto più di una semplice immagine, essa infatti è “il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento”.

Les tabliers de la Rue de Rivoli, 1978 © Robert Doisneau

Les tabliers de la Rue de Rivoli, 1978 © Robert Doisneau

Doisneau in questo scatto voleva testimoniare l’emergere della paura dell’automobile sin dalla più tenera età. Infatti proprio alla fine degli anni Settanta la macchina era la regina delle strade e gli incidenti automobilistici causavano più di 12 000 morti all’anno.

Montmartre | 1932 © Estate Brassaï

Montmartre | 1932 © Estate Brassaï

Brassaï ha quel raro dono che così tanti artisti disprezzano: una visione normale. Egli non sente la necessità di distorcere o deformare, né quella di mentire o predicare (…), vede il mondo esattamente com’è. Ogni cosa sulla quale l’occhio si sofferma acquista valore e significato, un valore ed un significato, potrei dire, finora evitati o ignorati”. Così lo scrittore statunitense Henry Miller descriveva l’arte fotografica di Brassaï.


Potrebbe interessarti anche