Letteratura

Parigi in frammenti

staff
27 maggio 2012

Raccontare 150 anni in 500 fotografie: una selezione preziosa e non facile, se pensiamo che la storia che si vuole ricostruire è quella di una delle capitali più vivaci d’Europa. Parigi ne ha passate tante, in questo secolo e mezzo: dal Secondo Impero alla guerra, dall’occupazione nazista alla Quinta Repubblica. Teatro di rivoluzioni non solo politiche, la Ville Lumière è capitale dell’arte, della cultura, della moda, nonché di quel romanticismo idealizzato da sognatori e venditori di cioccolatini.
Qualcuno si chiederà: avevamo davvero bisogno di un nuovo volume di fotografia dedicato a una città già così ampiamente esibita? La capitale francese è tanto radicata nell’immaginario collettivo da rendere apparentemente superflua una sua ennesima rivisitazione, che rischia di rivelarsi una autocelebrazione sterile e indifferente.
Per fortuna, “Paris. Portrait of a city” sembra avere qualche credenziale in più. Innanzitutto è edito da TASCHEN: non sarà certo un volumetto da portarsi in borsa, né tantomeno agile da sfogliare a letto – il tomo, in brossura, consta di circa seicento pagine e pesa più di quattro chili – ma le dimensioni e la qualità delle riproduzioni sono assicurate.
Curatore della raccolta è Jean Claude Gautrand, esperto critico e storico della fotografia, oltre che artista in prima persona. Fuggendo l’immagine stereotipata della Parigi da cartolina, Gautrand ha spulciato gli archivi nazionali e le collezioni private per portare alla luce centinaia di scatti che raccontino la storia e l’anima della città. Foto d’epoca, a volte violente, crude e crudeli; altre luminose, nostalgiche, malinconiche. Dal bianco e nero al colore, dalla immagini di operatori anonimi ai grandi e meno conosciuti maestri della fotografia francese: Daguerre, Marville, Atget, Lartigue, Brassaï, Kertész, Ronis, Nadar, Cartier-Bresson. Dalle immancabili fasi di costruzione della Tour Eiffel agli innamorati di Doisneau.
Completano la selezione delle note biografiche sui singoli autori, che permettono anche ai profani di chiarire le coordinate principali della scuola francese, e un utile apparato multilingue – italiano, spagnolo, portoghese –  di agili didascalie che, senza osare sottrarre spazio al protagonismo degli scatti, rendono conto delle situazioni storiche generali o contingenti nelle quali collocare al meglio le fotografie.
Tanto più valore, per delle magnifiche immagini che parlano anche da sole.

 

Maria Stella Gariboldi


“Paris. Portrait of a city”, a cura di Jean Claude Gautrand, TASCHEN, pp. 544.


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