Musica

Passione sulle punte

Emanuela Beretta
20 dicembre 2014

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Nicoletta Manni ha 23 anni, è prima ballerina alla Scala. Entra a 13 anni all’Accademia Teatro alla Scala e, dopo il diploma, viene chiamata  per tre stagioni allo Staatsballett di Berlino. Nel 2012 riceve il “Premio Mab 2012” e il terzo posto al ”Premio Roma Danza”. Nella primavera 2013 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala dove debutta nel ruolo di Myrtha in Giselle.

Come è nata la tua passione per la danza e che significato ha la danza per te?
Da piccola frequentavo la scuola di ballo di mia madre, da sempre ho sognato di diventare una ballerina. Questo per me è stato un percorso naturale, un sogno che ho coronato con determinazione e tanto, tantissimo sacrificio.

Che cosa significa essere prima ballerina  al Teatro alla Scala a soli 23 anni?
Alla mia età non è semplice gestire una responsabilità come quella di essere nominata prima ballerina di uno dei teatri più importanti al mondo. L’impegno è molto forte,  oltre alle doti fisiche e a quelle naturali devi avere tanta passione, determinazione, forza di volontà  e molto, moltissimo lavoro che si tramuta in  un dovere quotidiano che ti porta a migliorare sempre. Devi avere inoltre una forte consapevolezza del ruolo che ricopri per essere sempre all’altezza  delle situazioni.

Se un ragazza/o della tua età ti chiedesse un consiglio su come diventare un ballerino classico, che cosa suggeriresti?
Io suggerirei di essere umili,  mantenere i piedi per terra, credere fortemente nei propri obiettivi, non arrendersi alla prima difficoltà e lottare ogni giorno per superare ogni singolo ostacolo. Inoltre per la nostra professione è fondamentale scegliere con attenzione l’insegnante con la quale intraprendere gli studi.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento?
Non ho un modello di riferimento specifico, ma cerco di prendere il meglio da ognuno, c’è  da imparare sempre da ogni singolo ballerino.

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Quale è il personaggio che hai interpretato e  senti più simile a te? Perchè?
In questo anno alla Scala ho avuto la possibilità di interpretare diversi personaggi, tutti con caratteristiche estremamente diverse tra loro. In ognuno di questi ho trovato qualcosa  che riconduce al mio carattere e al mio modo di essere.

Quale è il senso della danza classica oggi?
Oggi la danza classica è un’arte che non viene sufficientemente apprezzata, è trascurata, poco compresa o forse semplicemente dimenticata.
Per questo motivo oggi, per un ballerino classico,  è di fondamentale importanza  mantenere alta la passione e l’ entusiasmo per portare avanti al meglio la nostra  scelta, la nostra arte. Il fascino, l’immortalità e il prestigio dei grandi balletti classici è un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere e di ignorare.

Quanto porti della tua vita privata nell’interpretazione dei personaggi che interpreti?
Io porto me stessa. È fondamentale per me essere credibile in scena, non potrei mai fingere.

Che emozioni hai provato quando sei uscita per la prima volta sul palcoscenico alla Scala come prima ballerina?
L’emozione che  provo ad entrare in scena è sempre immensa e la mia nomina a prima ballerina non l’ha modificata, anzi. Ora ho una grande responsabilità, più prosegue la mia carriera, più aumentano le aspettative del pubblico, quindi devo dimostrare le mie capacità e il mio valore, sempre.


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