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Password, chi è causa del suo mal…

Marcello Vercesi
22 ottobre 2013

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E’ recente una ricerca pubblicata da Google Apps, che mette in luce quelle che sono le dieci password maggiormente utilizzate (e quindi da non utilizzare) dagli utenti della rete, per proteggere i loro dati da spiacevoli intrusioni e furti.

La scelta di una password si sa, molte volte viene fatta in maniera frettolosa e seguendo motivazioni ahimè molto banali: “il nome del mio cane perché è facile” piuttosto che “ la mia data di nascita, come dimenticarla!”.

Bene, secondo lo studio rilasciato da Google, le 10 password da non usare mai sono:

• Il nome dei propri animali domestici;
• Una data conosciuta ai più, come per esempio l’anniversario di matrimonio;
• Il nome di un figlio;
• Il nome di un membro della famiglia;
• Il giorno del proprio compleanno;
• Una vacanza preferita;
• Qualcosa che abbia a che fare con la vostra squadra del cuore;
• Il nome di una persona a voi cara;
• La parola “password”.

Che ci crediate o no, più del 70% delle intrusioni negli account non sono conseguenze di ore perse dietro al pc da parte di nerd e super cervelloni del NSA ma sono tentativi di qualche malintenzionato, che segue meticolosamente l’elenco puntato sopra citato.

Chiarito questo punto fondamentale, il mio consiglio è quello di dividere le vostre password in base all’importanza del contenuto a cui vi consentono di accedere, e di crearne quindi di diverse seguendo un algoritmo da voi deciso: uno molto semplice è quello che prevede la partenza da una password fatta di numeri e lettere (abcd1) e per ogni sottogruppo si scala avanti di una posizione (diventerà ad esempio bcde2).

Così facendo, oltre a proteggere i vostri dati da occhi indiscreti, potrete tenere in esercizio costante la mente, sbizzarendovi in algoritmi via via più difficili! :)

Marcello Vercesi


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