Biennale di Venezia 2012 Cinema

Pellicole dal mondo di scena a Venezia

staff
3 settembre 2012

“Something in the Air”, o, in originale, “Après Mai”, è la produzione tutta francese in concorso alla 69ª Mostra del cinema. Il regista Olivier Assayas ha voluto raccontare la Parigi degli anni ’70, ma più in senso ampio, l’amore per il cinema e il risveglio politico e sociale di quegli anni. Gilles (l’esordiente Clément Metayer), giovane studente colto e impegnato politicamente, come tanti suoi compagni, è diviso tra un impegno politico radicale e le aspirazioni più personali: il vero sogno del giovane è dipingere e realizzare film, aspirazione che i suoi compagni, totalmente assorbiti dall’impegno politico in senso stretto, non comprendono. Alcuni incontri amorosi lo porteranno in Italia, poi a Londra, dove lui e i suoi amici dovranno fare delle scelte decisive per trovare il loro posto in un’epoca tumultuosa. Un film forse già visto, ma forte di un intelligente mix di vecchio e nuovo, a partire dagli attori, pescati nelle scuole parigine per dare voce ai personaggi sessantottini; ragazzi tanto anonimi quanto frizzanti, attori quasi tutti esordienti e genuini: non possono che riemergere gli insegnamenti dei grandi padri del neorealismo italiano.

L’unica pellicola giapponese in concorso è di Takeshi Kitano, che dirige il sequel del suo “Outrage” (2010): “Outrage Beyond” rimane nel mondo della yakuza, fotografando la tragicità della guerra fra famiglie – i Sanno dell’est e gli Hanabishi dell’ovest – e lo spargimento di sangue che ne nasce. L’unica arma rimasta alla polizia è Otomo (interpretato dallo stesso Kitano), il vecchio membro del clan che tutti credevano morto e che ora è pronto a tornare in libertà. Nelle sale nipponiche la pellicola è attesa per il prossimo 6 ottobre.

Per la sezione delle “Proiezioni speciali”, la Russia presenta “Anton tut ryadom” (“Anton’s right here”) di Lyubov Arkus: la vita del protagonista Anton viene documentata nel suo ricovero in un istituto neuropsichiatrico, un luogo in cui i soggetti contraddistinti dalla sua diagnosi non vivono solitamente a lungo. É la storia di una persona che si è riconosciuta in un’altra, di come in ognuno di noi viva in un’altra persona.

Il romanzo di Silvia Avallone, “Acciaio” diventa un film con la regia di Stefano Mordini, nella selezione delle “Giornate degli autori”, con Michele Riondino e Vittoria Puccini. La pellicola racconta la vita della provincia italiana industriale, al centro dell’attenzione mediatica solo in casi di cronaca. Piombino: da un lato l’acciaieria che, qualsiasi cosa accada, non si può fermare mai, dall’altro lato il mare, l’isola d’Elba, un paradiso sognato e irraggiungibile. Una storia d’amore tra Alessio (Riondino) ed Elena (Vittoria Puccini), ma soprattutto la raffigurazione delle emozioni ed esperienze di Anna e Francesca, giovani adolescenti che vivono la loro ultima estate di innocenza prima del liceo, in una realtà aspra e faticosa.

 

Giorgio Raulli


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