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Pensioni, Fornero: “Spiragli per modifiche”

staff
12 dicembre 2011


Slitta a mercoledì alle 10,00 l’approdo della manovra in Aula alla Camera. Il provvedimento doveva essere licenziato oggi dalle commissioni Bilancio e Finanze, per arrivare domani in Assemblea, ma la richiesta dei presidenti Giancarlo Giorgetti e Gianfranco Conte è stata accolta dalla presidenza di Montecitorio, con l’ok di tutti i gruppi parlamentari.
Per fare il punto della situazione il presidente del Consiglio e ministro dell’Economia Mario Monti domani pomeriggio parteciperà ai lavori delle commissioni impegnante nell’esame della manovra.
I lavori sono ripresi questa mattina dopo che ieri erano andati avanti oltre la mezzanotte. Sono stati depositati i primi emendamenti alla manovra, a firma dei relatori. Nel primo pacchetto non sono contenute le attese modifiche, sull’indicizzazione delle pensioni e sull’Imu. Anche se il ministro del Welfare Elsa Fornero spiega: ”Ci sono spiragli” per le modifiche al capitolo pensioni, contenuto nella manovra. “Stiamo lavorando e adesso abbiamo quasi finito. Anche perché bisogna finire a un certo punto, non ha senso continuare a negoziare”.
Per quanto riguarda i risultati il ministro preferisce invece non dire nulla ”perché sarebbe improprio”. Il titolare del Welfare sottolinea quindi che le porte per arrivare a una soluzione sono ancora aperte: ”Se non discutessimo non ci sarebbero spiragli, il fatto che discutiamo vuol dire che ci sono spiragli. Spero che tutti siano contenti”, aggiunge Fornero rispondendo al segretario della Cisl che ha auspicato dei cambiamenti ”congrui”.
Poi il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, intervenendo nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera ha invitato alla ”pazienza” i deputati della Lega e del Pdl, che si lamentavano delle dichiarazioni rilasciate dal ministro del Welfare. ”Stiamo studiando, stiamo lavorando”, ha detto il ministro.
Uno degli emendamenti presentati oggi dai relatori prevede che i contribuenti che sono in debito con il fisco, ma che sono in difficoltà economiche, avranno più tempo per pagare le rate, che potranno essere anche variabili.
Un’altra proposta di modifica dei relatori prevede che le tasse potranno essere pagata a rate, anche senza la fideiussione.
Arriva poi una stretta agli stipendi dei manager che lavorano per le società pubbliche non quotate. La proposta di modifica prevede che le società non quotate, direttamente controllate dal ministero dell’Economia, ”saranno classificate per fasce sulla base di indicatori dimensionali quantitativi e qualitativi”. Per ciascuna fascia sarà determinato ”il compenso massimo al quale i consigli di amministrazione di dette società dovranno fare riferimento, secondo criteri oggettivi e trasparenti, per la determinazione degli emolumenti da corrispondere”.

 

Fonte: ADNKronos