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Perché é vero: la moda rende SNOB. MSGM party.

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19 luglio 2012

13 Luglio. Adelfia. Boutique “I Cinque Fiori”. Ambientazione pazzesca: un ex-sembrerebbe-capannone riadibito a boutique di lusso dallo stile vintage-barra-minimal-barra-“un mobile accostato ad un altro senza alcun motivo”. In definitiva comunque un bellissimo luogo dove sperperare i propri denari. Una delle pochissime realtà della provincia barese che offre al cliente prodotti d’alta moda. Tra questi prodotti, selezionati e offerti con cura, MSGM campeggia tra i primi posti ormai da anni, quando ancora i suoi abiti non erano sponsorizzati dalle blogger-manichino e quando ancora tutti non sapevano pronunciare il nome del marchio (me compresa!). Qualche articolo fa dedicai un intero spazio all’elogio di questo stilista, alla sua breve cronistoria e alla bellezza delle sue collezioni.
Ma oggi non sono qui per parlare propriamente della sfilata (non c’è che dire: ammirevole!), bensì piuttosto del contesto sociale nella quale si è svolta.
Tra le invitate, le più illustri e attente sfoggiavano gli abiti della collezione estiva di Mr MSGM. Questo ha comportato una serie vistosa di copie: donne che avevano le stesse mise, che si guardavano in cagnesco e che si tenevano a debita distanza l’una dall’altra.  Io indossavo un vestito in seta fucsia di Halston, quindi ovviamente nessuna sosia!
Come ad ogni evento che si rispetti campeggiava in prima fila la cake design (mi raccomando, non chiamatela pasticciera!) che esibiva con gran effetto scenico le sue creazioni: nella fattispecie delle palline dolcissime con sopra una considerevole copertura di pasta di zucchero decorata con con una serie di diavolerie colorate. Io, come ben sapete, tendo a diffidare dai dolci troppo perfetti perché l’apparenza non va mai di pari passo con la bontà. E anche questa volta non mi sbagliavo! Fortunatamente di lì a poco ho visto spuntare un vassoio pieno di semplici pasticcini di crema sormontati da delle meravigliose fragole, provenienti dalla storica pasticceria del mio paese. E ancora una volta la tradizione è venuta in soccorso al “fashion a tutti i costi”.
Altra chicca assoluta della serata: i nostri tanto amati “panzerotti fritti”. Il mio  cuore si è riempito di un’ inaspettata gioia quando ho visto, nell’immenso atrio antistante la boutique, una serie di uomini, con tanto di grembiule e cappello, intenti alla preparazione di queste dorate prelibatezze pugliesi da consumare rigorosamente alla fine della sfilata – non stava bene entrare nella boutique e presentarsi al cospetto di Mr MSGM con il puzzo di frittura addosso. Detto fatto: al termine del fashion-show (perché così si dice) i presenti, come è tradizione dalle nostre parti, si sono accalcati intorno al bouffet. Io non l’ho fatto. Non per snobismo, quanto più per il dolore ai piedi da tacchi, che ha fatto sí che la mia attenzione fosse tutta catalizzata sulla ricerca di un posto dove sedermi: un miraggio in condizioni normali, una possibilità reale nell’esatto istante in cui i camerieri hanno iniziato a porre le cibarie sui tavoli.
E così casualmente mi sono ritrovata su un divano, accanto ad una delle piú celebri invitate dell’evento. Costei, dall’accento settentrionale e addentrata nel mondo del fashion, ad un tratto ha esclamato ad un uomo di fronte a lei: “Guardale, tutte vestite firmate dalla testa ai piedi e poi…tutte lì, ammassate e sgomitanti per mangiare! Io non mi alzo. Voglio solo bere qualcosa, ma solo quando si sarà svuotata un po’ la serata. La calca mi infastidisce!”. Ecco. Vi lascio immaginare la mia faccia. Io che difendo strenuamente i costumi pugliesi, io che ci ironizzo su, io che scrivo costantemente articoli basati sulla nostra realtà, io che mi faccio paladina delle idiosincrasie nostrane in quel di Milano, insomma…io le avrei volentieri urlato dietro! Ma la mia elegante mise non me lo ha permesso.

 

Cara signorina dall’abito blu e dalla puzza sotto il naso, noi  pugliesi saremo anche molto attenti allo stile, alla moda, ad MSGM e agli altri stilisti che stanno cavalcando l’onda del successo egregiamente, ma a noi piacciono i bouffet, piace la sangria, piace la Peroni, piace “patate riso e cozze”, piace tornare a casa tutte truccate, con i nostri tacchi 12 e i nostri vestiti costosi con addosso l’odore della frittura. A noi piace essere così. Mi risente molto che lei sia stata costretta ad assistere a simil scene, ma sa qual è la verità? I panzerotti fritti erano buonissimi, così come tutto il resto!

 

Quindi ricapitolando: complimenti a “I cinque fiori”. Ottima scelta. Ottima location. Ottimo cibo (quasi tutto!) e ottima serata perché, come ho detto a Mr. MSGM, noi pugliesi sappiamo ospitare a nostro modo la bellezza e l’eleganza delle sue collezioni e io sono sicura che Massimo Giorgetti avrà gradito, molto più della signorina di blu vestita!

 

St.efania