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Perché Facebook non ha un tasto “non mi piace”?

Giulio Stella
27 febbraio 2015

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Durante l’ultima sessione del Q&A (Questions & Answers ) di Facebook con Mark Zuckerberg, una delle domande più interessanti è stata: perché Facebook non ha un tasto “non mi piace”?

Mark ha risposto “Il pulsante mi piace è molto importante, perché è un modo per esprimere rapidamente un sentimento positivo o un’emozione quando qualcuno aggiorna il suo stato o quando condivide qualcosa, ma esistono anche altri sentimenti che la gente vuole esprimere e molte volte le persone condividono anche momenti tristi della loro vita su Facebook, la morte di un parente, una mancata qualificazione, un esame andato male, in questi casi il pulsante mi piace è completamente inadeguato.”

Adesso per Facebook inizia la vera sfida: il colosso americano deve trovare una soluzione al più presto, ma non è facile.

Introdurre un tasto “non mi piace” su Facebook è un grande rischio, lasciate che vi spieghi il perché. Tutto risale al 1950 quando lo psicologo austriaco Fritz Heyder, propose la “teoria dell’equilibrio” La teoria dell’equilibrio concettualizza il motivo di coerenza cognitiva come spinta verso l’equilibrio psicologico. Ciò significa che in una comunità è più facile mantenere l’equilibrio se i membri al suo interno riescono a stabilire relazioni basate su reciprocità e affinità con gli altri membri.

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Inoltre, ciò che è stato scoperto è che “le persone tendono ad evitare situazioni conflittuali, quando sono on line, il che si riflette in un numero crescente di argomenti in cui le persone sono d’accordo e non sono d’accordo”. Il principio utilizzato è: ‘Gli amici dei miei amici sono i miei amici’ o ‘nemici dei miei amici sono miei nemici’, ma anche ‘gli amici dei miei nemici sono miei nemici’ e ‘i nemici dei miei nemici sono miei amici’.

In una comunità online, le situazioni socialmente stressanti vengono solitamente evitate e le relazioni definite “equilibrate” (dove i membri sono d’accordo) sono sicuramente più di quelli definite “squilibrate”. La Proceedings of National Academy of Sciences è la prima prova in uno studio su larga scala dell’ipotesi di Heyder sulla “teoria dei conflitti”.

Ciò che può essere sorprendente è che on line la gente preferisce mantenere un grado di conformità più elevato, invece di andare contro la comunità. Essere suscettibili, e concordare su ciò che gli altri dicono, è molto prezioso all’interno della comunità. E’ anche molto interessante osservare come i cosiddetti “troll”, gli utenti che di solito lasciano commenti negativi, vengono isolati ed esclusi dalla comunità.

E’ ancora presto per il tasto “non mi piace”? Secondo voi come cambierebbe Facebook?


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