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Persepoli, la luce più bella

Carla Diamanti
1 ottobre 2015

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L’ora che precede il tramonto. Decisamente. E’ questa l’ora in cui l’Iran mi sembra ancora più bello. E’ l’ora in cui Persepoli, lo spettacolare tributo di pietra alla primavera e al nuovo anno, si addolcisce con i raggi del sole più obliqui e clementi, e sembra ammantarsi di un’aura di magia. E’ il momento in cui i pannelli scolpiti dell’Apadana prendono vita e le processioni di sudditi si staccano dalla pietra per diventare umani. Ecco i soldati dell’Esercito Immortale, ecco il sovrano, ecco i popoli di Asia, Africa ed Europa che camminano portando in dono montoni e cammelli, cesti di datteri e frutta e spezie, gioielli, bauli di preziosi tessuti di seta e cotone. Sembra di sentire voci, colori e profumi di questo universo in miniatura, cesellato fin nel dettaglio dei capelli e delle caratteristiche dei volti, degli abiti e delle calzature. Impossibile confonderli, impossibile non riconoscerne la provenienza. Arrivano da lontano, come ogni anno, in occasione del Nowruz, la festa per il nuovo anno che coincide con l’equinozio di primavera. Arrivano ad augurare prosperità al loro signore, che sostava qui per interrompere il viaggio dalla residenza invernale di Susa a quella estiva di Ecbatana, a nord, dove lo avrebbe accolto un clima più clemente.

Il tramonto è il momento in cui tacciono i clamori dei visitatori, si allargano gli orizzonti dall’alto della collina e lo sguardo può spaziare liberamente per abbracciare colonne e palazzi, statue e bassorilievi, mentre il pensiero corre a Dario e ai suoi uomini.

Il tramonto richiama soltanto gli iraniani, qui come in ogni altra località. Escono di casa per occupare aiuole e giardini, piazze e marciapiedi. Intere famiglie, gruppi di uomini e di donne, bambini. Li vedi arrivare carichi di borse da cui escono stuoie e tovaglie, frutta e dolci, bicchieri e teiere. Tolte le scarpe si accomodano a terra attorno alla tovaglia e danno inizio al picnic tradizionale, un vero banchetto. Sorridenti e vivaci, accoglienti e generosi. Ti guardano arrivare con gli occhi che brillano di curiosità, ti chiedono di posare con loro per la foto ricordo, ti invitano a sederti con loro, ti offrono da bere e da mangiare. E tu ti siedi, lasci che ti scattino decine di fotografie, rispondi alle loro domande, ringrazi per il benvenuto e per le parole di entusiasmo verso l’Italia, condividi la loro frutta e il tè fumante.

Sai che questi sono i momenti del viaggio che ne renderanno indelebile il ricordo.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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