Leggere insieme

Pinocchio prima di Pinocchio

Marina Petruzio
13 febbraio 2016

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Alessandro Sanna è nella shortlist illustratori dell’Hans Christian Andersen Award 2016, il più prestigioso premio internazionale attribuito alla letteratura dedicata all’infanzia, scritta ed illustrata.

La sua candidatura è già un riconoscimento al suo straordinario lavoro, non solo come assistente personale di Mano Felice, ma anche e soprattutto come illustratore di albi quali Pinocchio prima di Pinocchio da Orecchio Acerbo editore.

Pinocchio prima di Pinocchio è un albo senza parole e ricco di colori, che fa dei colori un mezzo per dar voce al racconto, quello di una genesi. Una genesi esplosiva di blu, di rossi che sfumano al rosa, di un cupo misto di rosso e nero e delle loro sfumature, dei gialli e degli arancioni che attraversati da una saetta squarciano il cielo. Sono acquarelli che saltano, danzano, si espandono, che ammantano il cielo sottraendogli colore; è un bisturi quello che disegna le stelle con quel gesto che scalfisce, che apre ancora di più quel cielo così fertile. Son rumorosi gli acquarelli di Alessandro Sanna, le parole non aggiungerebbero se non il già detto dall’acqua.

In treno in un giorno freddo nella campagna vedo un albero spoglio. Un albero con in braccio un ramo, una sorta di maternità, sono rimasto lì nel mio torpore, solo dopo ho cominciato a lavorare a questa visione.

Come un pittore davanti alla tela ho provato ad incanalare delle energie e più ci lavoravo più capivo che quella visione avrebbe potuto cominciare a diventare una storia, chissà forse un libro. Un libro per immagini. Un libro su un piccolo ramo che si intrufola nelle storie.

Sembrava Pinocchio”.

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C’era una volta un pezzo di legno, direte voi lettori. Invece no!

C’era una volta l’universo.

Così si apre l’albo con poche parole, che non ritroveremo più, e un blu che esplode, quel blu che Joan Mirò diceva essere il colore dei suoi sogni, il colore dei sogni di Alessandro e forse di quel bimbo di vetro a cui è dedicato il libro.

Da quel blu parte un seme luminoso, arriva dallo spazio e dalla collisione con la terra nasce il primo albero, così come lo conosciamo noi, con i suoi rami, inizialmente spoglio.

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Il cielo si quieta e per un attimo, è azzurro a pecorelle, ma l’aria ancora elettrica non tarderà a tingerlo di un colore plumbeo. Una potente forza, un lungo lampo, si abbatterà sull’albero moltiplicandolo. Spezzerà un ramo per dissolversi in aurora. All’alba da quell’albero si staccherà, come in una maternità, una piccola anima fragile, quasi come vetro: un ramoscello.

L’albero che tiene in braccio un ramo. La visione diventa racconto, un sogno ad occhi aperti che diventa un albo, una narrazione a disposizione di tutti.

In un’alba di rossi e rosa avviene il distacco, come in tutte le maternità. È una figura fragile quella che avanza verso il suo destino, ricorda quelle figure di omini alte e strette di Giacometti, sgretolate come sgretolato è il mondo in continua evoluzione, quest’universo alla genesi così esplosivo.

E poi la corsa, le capriole, i ruzzoloni. L’incontro con due figuri, il gatto e la volpe con cui si continua il cammino. Il bosco come primo teatro, luogo di incontri, altri rami, molta gente ed un entusiasmo che esplode, che infuoca.

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E con Mangiafuoco, d’aria, di terra e di fuoco si incontrano, nelle pagine successive, sempre tra esplosioni di colori e profondità marine, anche tutti gli altri appartenenti alla nota compagnia, un pezzo alla volta i fili si intrecciano, il cammino è lungo.

Dopo la fase di crescita, di emancipazione dall’albero, dagli incontri fatti cammin facendo, il fragile ramoscello riparte da solo. Trova un’altra dimensione in una valle dove cambiano tempo e colori, in quel terreno fertile di erba ed acqua i suoi passi rallenteranno, diverranno pesanti fili sottili e robusti, lo ancoreranno al terreno, il suo corpo sboccerà in altri rami e presto le foglie ne copriranno il capo. Nella fragilità dell’albero che si pianta c’è già in lui tutta la situazione futura: nella silhouette delle fronde, come in Mitsumasa Anno, si ritrovano celate ma presenti, le figure della storia, sono lì come una visione di quello che avverrà da lì ai prossimi 5000 anni.

Tanti ne debbono passare per arrivare alla pagina successiva, quando il ramoscello da arbusto diventa albero, un albero vecchio e saggio.

E da qui inizia il poi. Alla fine di questo prima inizia il poi, la vera storia di Pinocchio, con quel boscaiolo che avanza col suo carretto pieno di legna. Avanti a lui corrono già il Gatto e la Volpe.

I sogni, o meglio le visioni, come fili si intrecciano dando vita ad una tessitura, poetica e soave di immagini, di elementi, di fili disegnati, intrecciati, di nodi che più sono più la rendono preziosa e che raccontati si trasformano in libri narranti. I silent book.

Grazie ad Alessandro Sanna per le parole di questa recensione. Grazie a Cinzia Chiesa per aver organizzato il seminario Tessiture Narrative.

 

 

Pinocchio prima di Pinocchio
di ed illustrato da Alessandro Sanna
Collana: Albi
Editore: Orecchio Acerbo
Euro: 17,50
Età di lettura: per tutti


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