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Pioggia, luce e stagioni

staff
15 novembre 2012

Da molte parti è scritto che è bene fidarsi solo in parte di chi non ha ris- petto o interesse per il cibo. Nutrirsi e nutrire gli altri con prodotti gustosi e sani, saper preparare con piacere qualche buon piatto, avere conoscenza dell’origine e delle proprietà dei cibi è infatti uno dei modi più concreti e visibili per prendersi cura di sé, degli altri e del mondo.. Ian Hay, rispettato architetto della scena londinese, dà importanza al cibo: a casa usa prevalentemente prodotti stagionali da agricoltura biolo- gica con i quali prepara per se e per gli amici mitiche zuppe di orzo con spinaci, stufati e piatti a base di pesce, il tutto accompagnato da vini non banali. Quando mangia fuori sceglie posti dove si cucina bene, perché la sua vita è basata sulla qualità e non sulla quantità. Forse è anche per questo che molte persone hanno fiducia in lui e che lui riesce a seguire gli otto cantieri attualmente aperti, pur lavorando senza dipendenti.

Nato e cresciuto in Scozia, sulla West Coast, Ian Hay si è poi trasferito a Glasgow dove si è laureato in Architettura, quindi una parentesi a Los Angeles e il rientro a Londra dove l’amore per gli spazi, i volumi, la luce naturale e le strutture vitree lo convincono ad intraprendere la professione di architetto, iniziata con una lunga collaborazione presso il celebre studio Rick Mather and associates. Da quasi vent’ anni ormai lavora per conto proprio sotto il nome di Ian Hay Architects, seguendo principalmente una committenza privata, in genere nei prestigiosi quar- tieri di Hampstead, Richmond e Kensington o nelle nuove zone trendy come Hackney dove si trasferiscono i giovani professionisti delle disci- pline creative.
Architetto rigoroso e disciplinato, amante della tradizione, ma innovativo nelle soluzioni di restauro e riuso degli spazi e dei giardini residenziali, è stato selezionato per l’Annual Price del Royal Institute of British Archi- tects ed ha ottenuto il secondo premio della New London Architecture, Don’t move, improve.
Legato alle stagioni della sua spaziosa e verde Scozia così come ai mu- tevoli cieli di Londra, il cinquantenne Ian ama le piante verdi, le felci, le succulenti piante che hanno un’architettura pulita e minimale. Sceglie piante e fiori di carattere, mai fiori sdolcinati e romantici e i recisi che mette in casa sono fiori importanti e significativi quali gli amarilli, gli agapanthus, le fresie, l’alium e l’orchidea. Il fine settimana va al mer- cato dei fiori a Spittefild e torna con borse piene, così appena una pianta muore in giardino e c’é un pezzetto di terra libera lui ripianta.

La casa in cui vive echeggia le sue passioni e il suo stile di vita: la tavola, le sedie e i divani ospitali; la stanza di vetro che si affaccia sul giardino, la botola tecnologica che si apre sui tetti e sul cielo; il fuoco e i piccoli vani di luce zenitale che si aprono nelle stanze dell’intimità.
Nel racconto visivo di Matthias Parillaud emergono preziosi dettagli di fiori e arte, nuovi e antichi camini, grandi tavole di legno a pavimento e vecchi muri di mattoni. Ovunque si nota la classicità evergreen del design scandinavo, da Alvaar Alto a Finn Juhl, e tutta l’abitazione riflette il gusto moderno e retrò che ha il suo apogeo negli anni ’60.

L’ inconfondibile identità dell’architetto si manifesta appieno nel suo Kilt tartan appeso alla porta della cucina, le cui caratteristiche cromatiche denotano l’appartenenza al Clan Hay. Un abito simbolico che l’architetto indossa per occasioni formali, matrimoni e cerimonie, cosi come in occa- sione di danze tradizionali scozzesi. Un modo antico per essere connessi con le proprie origini scottish che unitamente ad un altra sua profonda passione – camminare sotto la pioggia –, tipicamente british, sono rivela- tori del legame che lo lega alla grande isola del Regno Unito.

www.ianhay.co.uk
Foto / Matthias Parillaud www.photomatthias.com
Servizio realizzato da Chiara Fantig www.boisderosemantica.com


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