Letteratura

Plantas de los pies

Marina Petruzio
3 ottobre 2015

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Di Genichiro Yagyu, Plantas de los pies è parte di una piccola collana, El mapa de mi cuerpo, composta da cinque titoli: Agujeros de la nariz, Dientes, Costras, Ombligo e Tetas, di cui abbiamo già parlato qui, tutti pubblicati dalla piccola ma preziosa Media Vaca.

Un albo sui piedi come non ce ne sono, da leggere meglio se scalzi, così consiglia l’autore, per vederseli, i piedi, toccarli, muoverli, muovere le dita, disegnarli e perché no…annusarli!

Quante volte si parla delle mani: le mani del papà, mani che prendono, accarezzano, sulle quali si conta, sulle cui dita si raccontano filastrocche. E dei piedi?

Dei piedi invece non si parla mai, o quasi. Sembra che dopo i primi mesi di vita perdano interesse, al contrario, in quel tempo sono osservati tanto quanto le mani: per i piccoli sono una vera scoperta, laggiù, così in fondo da non sembrare nostri, eppure quando poi si riescono ad afferrare..che gioia! Che conquista! Un piccolo assaggio per capire se ci appartengono veramente ed il gioco è fatto: sono nostri per sempre!

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Alice, nel paese delle meraviglie, dedica a loro un pensiero proprio quando, allungandosi come il più gran telescopio mai esistito, sente che non li rivedrà più Ciaaao piedi! Da lassù non sarà facile occuparsene: chi metterà loro calze e scarpe? Sarà arrivato il momento che facciano da soli? Ma Alice sente che deve essere gentile con loro, altrimenti non andranno più dove vuole andare lei!

Ma piedi è generico, è un sistema complesso di parti atte a sostenerci a darci equilibrio e a portarci proprio dove vogliamo noi, in questo Alice non si sbagliava! Genichiro Yagyu, giapponese, vuole invece parlare di plantas della pianta del piede, di un particolare, non di tutto il piede ma di quella parte del piede che noi appoggiamo a terra, colei che lascia la nostra impronta sul mondo.

È incredibile quante cose si possano fare con la pianta del piede, e correre e camminare sembrano i più banali. Ci si può arrampicare, trattenere gli oggetti, come una palla per esempio, in alcuni momenti o in alcune specie, come gli orango e i gorilla, piedi e mani non si differenziano di molto, né per forma né per utilizzo.

Si può essere dispettosi con i piedi quanto con le mani: si può pizzicare o appoggiare più o meno delicatamente la propria pianta sul dorso del piede di un altro o sulle sue dita, ma per utilizzare al meglio le piante dei nostri piedi possiamo imparare ad ascoltare le sensazioni del camminare a piedi nudi.

Sui sassi, piccoli e grandi; nell’erba fresca, bagnata di rugiada o umida la sera, il solletico dei fili d’erba quando è un po’ più alta, punzecchiante quando è rasata e secca; il caldo bruciante della sabbia, al mare d’estate, che ci fa saltellare da un piede all’altro, ridere e giocare a chi arriva prima correndo al ristoro dell’ombra del para sole nella sabbia fresca. Così come quando a piedi nudi percorriamo casa di notte cercando di non far rumore e…quante superfici possiamo riconoscere grazie alle piante dei nostri piedi, quante cose riconosciamo calpestandole al buio!

E tutto questo grazie a quel misterioso disegno di linee che si incrociano, che girano, di segni più grossi ed altri più sottili ed interrotti. È il disegno della nostra suola naturale, diverso da persona a persona, e che cresce con noi, predefinito ed insostituibile: è l’orecchio del nostro piede, colui che ci fa sentire ciò che calpestiamo camminando.

E come piace a tutti, grandi e piccini, lasciare le orme sulla sabbia, affondare, riconoscere quanto diverse, lunghe, corte, profonde sono, e poi camminare al ritorno nei passi di un altro!

Il piede e le nostre piante sono un’altra delle tante meraviglie che ci compongono e di cui a volte noi ignoriamo la presenza, i segnali, le urgenze e che invece dovremmo imparare ad ascoltare.

Sono Alessia e Dario della Libreria Radice-Labirinto di Carpi a spedirmi questo albo col loro messaggero Mirtillo, che ringrazio, perché Genichiro Yagyu ed i suoi albi sono per me molto preziosi e mi offrono sempre un buon motivo per riflettere e vedere le cose da un altro punto di vista.

Plantas de los pies
di ed illustrato da Genichiro Yagyu
Collana: EL MAPA DE MI CUERPO
Lingua: Spagnolo
Editore: Media Vaca
www.mediavaca.com
Euro: 15,00
Età di lettura: per tutti


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