Postcards

Haapsalu

Carla Diamanti
3 settembre 2015

150903 Cartolina

Il raggio di sole obliquo attraversa la finestra e la stanza e finisce proprio sul tavolo, facendo diventare i colori ancora più intensi. L’ombra dei fiori gioca con i piatti, ognuno di un colore diverso e ognuno intonato al suo fazzoletto di carta e alle sue posate. Il senso dell’armonia pervade ogni angolo di questo singolare studio, dove l’arte diventa paesaggi, fiori e ritratti sui muri, mobili al centro delle stanze, recipienti di ceramica per mangiare e pietanze da gustare. Una sinfonia suonata da un’intera famiglia: il padre scultore in legno si occupa dei mobili, la nonna e la madre, pittrici, hanno dipinto i quadri appesi alle pareti (cambiano con le stagioni perché i colori siano sempre intonati alla natura), Liisu, una delle figlie, modella bicchieri e scodelle in ceramica dove Anni, sua sorella, serve specialità della cucina estone tradizionale a cui aggiunge un tocco personale.

La strada per arrivarci corre attraverso boschi. Ogni tanto una casetta di legno si fa largo come i raggi del sole, fra gli spazi di un deserto ricco d’acqua. Quando si interrompono gli alberi arrivano le distese di erba che fanno pensare alla tundra. Una pista ciclabile a destra della strada e il cartello che indica la scuola sono il segnale che Haapsalu è vicina.

I vicoli acciottolati fra le case basse color pastello sono quelli di una cittadina dal passato prestigioso e un viale, Tchaikovsky Promenade, conosciuto come “passeggiata del cioccolato” perché all’epoca d’oro della cittadina termale lungo questo viale che costeggia la baia si susseguivano chioschi di cioccolata calda.

Il tempo scorre piano eppure scorre. Ha il passo rallentato dell’antico treno imperiale che fino agli anni Trenta del Novecento “correva” tra San Pietroburgo e Haapsalu, località amata dagli Zar russi. Fu proprio per loro e per l’aristocrazia che li accompagnava che nel 1905 venne costruita la magnifica stazione in legno con un porticato dipinto di rosso lungo 213 metri, tanti quanti erano quelli del convoglio imperiale, in modo che tutti i passeggeri potessero scendere dal treno senza il rischio di bagnarsi in caso di pioggia.

L’atmosfera irreale (e incantevole) del luogo non tragga in inganno. La vocazione estone per la tecnologia non segna il passo neanche quaggiù: tra canneti e boschi, in minuscole casupole di legno o negli antichi vagoni fermi sui binari, il mondo è a portata di mano. Qui come altrove in Estonia basta un dispositivo portatile per collegarsi a una capillare rete di internet senza fili che ricopre ogni angolo di questo Paese dagli incredibili contrasti.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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