Postcards

Stoccolma

Carla Diamanti
29 gennaio 2015

150129 Cartolina

Dalla maestosa scalinata bianca del Municipio di Stoccolma ogni sera del 10 dicembre un corteo di oltre cento camerieri vestiti di bianco scende solenne verso la “sala blu”. Affascinanti, eleganti, quasi sovrannaturali, sono i sacerdoti che daranno avvio alla celebrazione del rito del banchetto, un vero e proprio evento atteso e preparato nei minimi dettagli durante tutto l’anno. Più di mille persone ascolteranno discorsi, mangeranno con stoviglie decorate con oro zecchino, accompagneranno le tre portate della cena con champagne e vino e potranno conoscere coloro che per il sapere, l’estro e lo studio hanno arricchito il mondo di un’altra perla fondamentale.

La cerimonia si ripete dal 1901 quando furono premiati i primi vincitori del Premio istituito da Alfred Nobel e a destinato alle menti più brillanti nei campi di medicina, fisica, chimica, letteratura e pace (per sua volontà consegnato a Oslo e non a Stoccolma), cui dal 1969 si sono aggiunte le Scienze Economiche, cui il premio viene conferito dalla Banca di Svezia.

Nei giorni precedenti la sala è stata allestita in maniera quasi maniacale da un disciplinato esercito di 300 persone: cuochi per selezionare i menu da sottoporre alla Fondazione Nobel (con accento scandinavo ma facendo attenzione alle tradizioni alimentari dei paesi di origine dei vincitori), camerieri per le prove generali e poi fioristi, assistenti, tecnici. Ci sono persino cinque persone addette soltanto all’apertura delle bottiglie.

La serata si conclude al piano di sopra, in una sala che brilla di oltre 18 milioni di tessere dorate e al cui centro i vincitori, vestiti secondo una rigida etichetta formale, danzano sotto gli occhi del re e della regina di Svezia, gli unici a non potersi abbandonare alla musica.

Nelle antiche cantine, invece, il ristorante Stadshuskällaren accoglie il resto del mondo e replica ogni sera, ma a richiesta, il menu esatto delle cene ufficiali offerte per la premiazione. Basta scegliere l’annata o la personalità, prenotare con due giorni d’anticipo per banchettare come il proprio Premio Nobel preferito: stessa mise en place e stesso menu della prestigiosa serata per provare l’emozione (almeno gastronomica) di Dario Fo, Enrico Fermi o Carlo Rubbia.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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