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Alla scoperta di una sorprendente Amman

Carla Diamanti
8 marzo 2014

140305 Cartolina

E’ una città che cambia, evolve, sorprende.  La chiamano “città’ bianca” e le nuove pietre, che si sommano a quelle antiche sposandosi però con vetro e acciaio, si adeguano all’uniformità cromatica di fondo.

Ha poco più di un secolo, la Amman capitale di Giordania. Ma ha una storia molto più antica. Per scoprirla, salite sulla Cittadella e vedrete scorrere i secoli. A scandire il loro passaggio sono sempre le pietre, ancora una volta protagoniste. Ecco l’antica Rabbath Ammon, ecco Philadelphia, ecco il palazzo omayyade, uno dei tanti che la brillante dinastia del VII secolo costruì nel deserto e nelle (odierne) città. Ecco quel minuscolo e triste museo archeologico che però ospita capolavori imperdibili.

Guardate in basso e scorgerete il Teatro Romano, quasi intatto, e davanti al suo ingresso il piccolo Odeon. Poi girate su voi stessi e lasciatevi sorprendere dalle innumerevoli case, tappezzanti come muri di edera bianca sulle colline circostanti.

All’inizio erano sette, i colli di Amman. Oggi hanno superato la ventina e continuano a crescere.

Una attaccata all’altra, le case sembrano un manto uniforme che si dirada solo nelle zone residenziali di Abdoun, il quartiere delle ville hollywoodiane e dei locali alla moda.

Più in basso, dove la città affonda le sue radici, concedetevi una passeggiata fra le antiche case con accento ottomano e giardino interno. Qui, attorno al cosiddetto “primo circolo” queste antiche dimore sono diventate gallerie d’arte araba oppure ritrovi pacati per chi cerca il gusto locale lontano dal frastuono o ancora tappe di percorsi nella memoria legata alle origini dell’attuale monarchia.

In questo angolo di Amman cosi lontano dal turismo non perdetevi il meglio dell’artigianato locale, realizzato dalle donne come investimento sul loro futuro ed esposto nella deliziosa sede della Jordan River Foundation. Poi regalatevi un caffè sulla terrazza panoramica di Wild Jordan. E’ biologico ed è accompagnato dal racconto delle oasi naturalistiche giordane, protette dalla Royal Society for the Conservation of Nature e orgogliosamente definite “i gioielli della Corona”.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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