Postcards

Bhutan

Carla Diamanti
2 ottobre 2014

141002 Cartolina

E poi arrivano i monaci. Hanno abiti multicolori, maschere legate sulla testa e sul viso. Ruotano su loro stessi e attorno al cortile, come pianeti nell’orbita del sole. Giallo, blu e rosso dominano su tutti gli altri colori. Trottole policrome che volteggiano, saltano, si abbassano e si muovono al ritmo di tamburi pesanti e possenti.

Prima di loro sono arrivati buffi burloni con maschere grottesche, brandendo curiosi falli giganteschi con cui colpivano le teste degli spettatori. Loro, gli spettatori, ridevano divertiti. Un sorriso infantile dipinto sul volto, gli occhi grandi, le bocche aperte per lo stupore. Uno stupore che sorprende, di quelli che non capita spesso di vedere. Uno stupore che si incontra soltanto in luoghi come questo, il Bhutan, sospesi fuori dal tempo e cristallizzati in una dimensione che non appartiene di certo a noi. E chissà se appartiene ancora a qualcuno.

A guardare i monaci che danzano ci sono altri monaci, stipati gli uni sugli altri sulle scale del tempio, sotto il porticato, sui tetti e alle finestre. Indossano vesti color cremisi, l’unica cosa che li distingue dagli spettatori comuni. Perché il volto è lo stesso, l’espressione la stessa, il sorriso infantile e sopreso esattamente lo stesso.

La festa annuale dello Tshechu e l’appuntamento religioso a cui non si può mancare. C’è chi si prepara tutto l’anno all’arrivo del decimo giorno dell’ottavo mese lunare, quando alle preghiere dei templi si aggiungono le danze che parlano della storia e dei miti popolari. La gente aspetta in coda per ore, uomini da una parte e donne dall’altra, per poter entrare nel cortile del tempio di Thimphu, quello della capitale, quello più importante. Succede anche altrove, fuori della città grande, dove le feste hanno un sapore più rustico, ancora più genuino se possibile.

A noi che non capiamo resta la gioia degli occhi. I nostri, che guardano e trasmettono al cuore e i loro, brillanti e profondi, specchio di un mondo che sembra lontano anni luce dal nostro.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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