Postcards

Giordania

Carla Diamanti
23 ottobre 2014

Postcard Carla Diamanti

Il pomeriggio ha il colore dell’oro. Di un velo d’oro che sembra scendere sopra le montagne su cui si indovinano le luci di Gerusalemme, in lontananza. Le ore prima del tramonto sono magiche e spargono pennellate di luce soffusa attorno al Mar Morto, il posto più bello da cui immaginare Gerusalemme. Quando il sole scende, il rosso del cielo si stende ovunque, sui pinnacoli che sovrastano la sabbia colore rosso, sulle colline, sulle sponde del Giordano, sulle colonne, sulle bancarelle del suq, sui gustosi pomodori e sulla frutta, persino sulla gente. E così la Giordania diventa ancora più bella. Se mai fosse possibile.

Se cercate un luogo che vi rapisca l’anima attraverso gli occhi lo avete trovato. Giratela in lungo e in largo e avrete fatto un viaggio attraverso ere geologiche, attraverso i colori e le stratificazioni, lungo gole dove scorrono acque inattese e poi sulla sabbia qui ocra e lì, proprio accanto, color aragosta. Divisa come per un incantesimo.

La natura è sovrana e l’uomo sembra essere stato quasi superfluo. Nonostante Petra, nonostante Jerash, nonostante i palazzi, le chiese, le città. Basterebbe da sola, la natura. L’uomo la rispetta e la esalta. E la racconta. Sotto una kefiah bianca e rossa Abu Rami, con il volto segnato dal sole e dal vento, la racconta agli ospiti attraverso le piante, gli insetti, gli animali, le erbe tradizionali con cui le donne del villaggio curano i malanni o preparano il cibo delle feste. E’ un beduino dei monti, e condivide con un sorriso il pane cotto da Nofa sulle pietre roventi, ottimo per accompagnare il maqlubeh di melanzane e cavolfiori misti a riso e yogurt per accompagnare il pollo. Lo serve guardando lontano, trasmettendo un’emozione infinita e un amore incondizionato per Dana, per il mondo Riserva della Biosfera, per me un vero gioiello della Corona.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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