Postcards

La strada ferrata Genova-Casella

Carla Diamanti
1 gennaio 2015

141231 Cartolina

Ricordo una lunga fila di millepiedi che avanzava pigramente su un muretto. Ricordo il movimento lento della coda che seguiva i mille passi del primo evitando le crepe e aggirando i minuscoli sprazzi di verde che la primavera finalmente strappava alle pietre. Il loro incedere sembrava il migliore preludio al mio viaggio verso il verde della collina.

La stazioncina, nascosta tra i palazzi di piazza Manin e aggrappata alle Mura di San Bartolomeo era un esordio promettente. Proprio come la pensilina in mattoni e ferro affacciata sul panorama oltre il muretto dei millepiedi. Il treno sbucò dalla collina, arrivò sbuffando, rallentò e sputò fuori il conduttore che saltò sul marciapiede per esortarci a salire. La sensazione di essere già entrati in un’altra dimensione si faceva sempre più forte.

Venticinque chilometri separano la stazione genovese di partenza dal capolinea di Casella, a 410 metri sul livello del mare. Detta così non sembra niente di speciale. Ma provate a percorrerli su un treno storico con vecchie carrozze di legno che si arrampicano lungo una delle poche ferrovie italiane a scartamento ridotto. Classe 1929, nato per servire i villaggi privi di altre vie di comunicazione e diventato un’attrazione turistica, il treno delle “tre valli” serpeggia tra le colline mentre lo sguardo spazia sul Levante genovese e sul mare, fino al promontorio di Portofino. Un’altra curva e compaiono boschetti di olivi aggrappati ai declivi, macchie di ginestre e sagome di forti settecenteschi mentre si susseguono le minuscole stazioni decorate con un pergolato.

Casella, capolinea, ultima tappa. La piccola Svizzera a ridosso del mare è raggiunta: zaini, panini e scarpe da ginnastica scendono a caccia di sentieri per il trekking, mentre i golosi si aggirano per il borgo in attesa di assaggiare le famose trenette e il coniglio della tradizione, complici i racconti del bigliettaio che evoca mangiate memorabili e il piacere di un gusto che sembra custodito soltanto fra i monti.

E’ così, con un viaggio insolito e con la predisposizione alla prossima primavera, che desidero cominciare il nuovo anno insieme a voi!

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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