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Luci d’Artista a Torino

Carla Diamanti
30 gennaio 2014

140130 Cartolina_Valperga

Se avete perso l’occasione di passeggiare sotto il cielo di Torino illuminato dalle Luci d’Artista, niente paura. In attesa del prossimo dicembre e della prossima edizione, vi propongo di partire verso la capitale sabauda per scoprire un’opera d’arte unica per Torino e per l’Italia. Compie un anno il 6 febbraio ed è firmata da Richi Ferrero, che ha realizzato una “invenzione artistica” all’interno dello storico Palazzo Valperga Galleani, trasformato in una sorta di spazio onirico dalla reinterpretazione del giardino barocco originale. Perdetevi fra le luci delle installazioni (permanenti!) realizzate con centinaia di barre di resina luminose e di nastro illuminato con sfumature che si abbinano a miscele di colori. Guardate in alto verso l’albero di sei metri, sospeso nell’aria, fatto di tubi inox e puntali luminosi che di notte illuminano il cortile. Seguite il giardino che sale sulle pareti, arrampicandosi con decine di fioriere aromatiche e luminose appese ai giardini. Poi meditate sull’evoluzione delle forme e sui prodigi dell’arte e del restauro intelligente, ma sempre tenendo d’occhio l’orologio: il “Giardino Verticale” e il “Giardino Barocco” sono visibili tutti i giorni fino a mezzanotte. Questo incredibile ponte fra il 1663 e il futuro si trova nel cortile di The Number 6 (www.thenumber6.it), alias Palazzo Valperga Galleani, in via Alfieri n. 6, riportato all’uso abitativo originario dalla torinese Building in collaborazione con l’artista.

Per tornare al passato niente di meglio che una pausa golosa in uno dei caffè del centro. Dalle installazioni di Richi Ferrero (www.richiferrero.it) fate una passeggiata fino alla deliziosa piazza della Consolata. Qui, accanto al Santuario, trovate il Bicerin (www.bicerin.it), uno dei locali storici più famosi della città, dove nacque la bevanda omonima, il bicerin, appunto. Da circa tre secoli è gestito da donne e proprio per questo divenne il ritrovo più frequentato dalle dame dell’aristocrazia, che fra le boiseries del minuscolo locale potevano ritrovarsi da sole senza destare scandalo.

Carla Diamanti
www.thetraveldesigner.it


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