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Fotografia

Prada inaugura l’Osservatorio con Give Me Yesterday

Virginia Francesca Grassi
1 febbraio 2017

Indagare il mondo attraverso l’arte dell’obbiettivo: nasce così Osservatorio Prada, il nuovo spazio – fratello della Fondazione di Largo Isarco -, che da dicembre 2016 anima il centro di Milano e più precisamente Galleria Vittorio Emanuele II.

L’impegno in favore della Cultura patrocinato dalla griffe dunque raddoppia e dalla zona post-indutriale alla periferia sud-est della città passa ora al centro storico, con un progetto che, dopo l’arte contemporanea, punta tutto sulla fotografia.

Quando il Comune aprì il bando sull’uso dell’Ottagono, e tanti fra cui i francesi e gli inglesi ci sarebbero sbarcati volentieri – ha raccontato Miuccia Pradavennero indicati come requisiti indispensabili per concorrere l’allestimento di un ristorante e di uno spazio dedicato all’arte. La fotografia, alla quale in passato non mi ero dedicata in modo particolare, mi è sembrata importante per quegli intenti educativi che subito ci siamo prefissi. E il termine “Osservatorio” fa riferimento a uno sguardo non solo su Milano ma sul mondo, sugli interessi e le attività dei giovani”.

Un’operazione riuscitissima, anche grazie all’importante ristrutturazione che dal 2011 ha coinvolto gli oltre 800 metri quadrati articolati su due livelli al 5° e 6° piano di uno dei palazzi al di sopra dell’Ottagono. Qui, accompagnato dai suggestivi panorami sui tetti della Galleria e sulla cupola in vetro e ferro costruita a metà Ottocento da Giuseppe Mengoni, il visitatore viene accolto alla scoperta di grandi maestri e nuovi interpreti dell’obbiettivo, grazie ad un ricco palinsesto di mostre ed eventi.

Ad inaugurare la neonata stagione espositiva dell’Osservatorio è stata “Give Me Yesterday”, a cura di Francesco Zanot. Fino al 12 marzo, la mostra mette in scena oltre 50 scatti firmati da 14 talenti emergenti da tutto il mondo (Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Irene Fenara, Lebohang Kganye, Vendula Knopová, Leigh Ledare, Wen Ling, Ryan McGinley, Izumi Miyazaki, Joanna Piotrowska, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi e Maurice van Es) per interrogarsi sull’utilizzo del mezzo fotografico come diario personale, in un’indagine che copre dall’inizio degli anni Duemila fino all’era odierna del digitale.

“Dagli Anni Duemila – spiega il curatore – una nuova generazione di fotografi, impegnati a investigare il proprio universo privato, è cresciuta parallelamente alla proliferazione di piattaforme digitali basate essenzialmente sulla condivisione di immagini”.

Una sfida aperta, insomma, che segna ancora una volta il valore di Milano come capitale della Cultura.

 

Osservatorio Prada
Galleria Vittorio Emanuele II, 20121 Milano
Orari: lunedì-venerdì 14-20; sabato e domenica 10-20


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