Prima vittoria per le coppie omosessuali adottanti in Italia

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
1 settembre 2014

“Questa è una vittoria dei bambini e di tutti quei minori che si trovano nella stessa situazione della nostra bimba. Speriamo che questa sentenza possa aiutarli. suggeriamo alle tante altre coppie omogenitoriali di uscire allo scoperto”. Queste le parole delle due mamme che hanno ricevuto notizia della sentenza del tribunale per i Minorenni di Roma mentre erano in vacanza. La sentenza infatti riguardava il riconoscimento della figlia da parte di entrambe le mamme.

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La bambina infatti era figlia biologica di una sola delle due mamme conviventi. In Italia sono numerose le coppie omosessuali, con figlio (si parla di circa 100 mila casi), in cui a solo uno dei due componenti è riconosciuto il valore di genitore del bambino, mentre l’altro è, per lo stato, un perfetto estraneo senza alcun diritto e dovere. In Italia, quello di queste due donne è il primo caso di riconoscimento di stepchild adoption ad una coppia considerata non convenzionale.

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Grande fermento nel mondo della politica per la sentenza del tribunale. “Sentenza storica” per la sinistra italiana, Il pensiero della quale è riassumibile nelle parole di Sergio Lo Giudice (deputato Pd), che afferma: “Ancora una volta il Parlamento italiano si fa dettare lagenda dei diritti civili da un tribunale. L’ennesima umiliazione per un Parlamento sordo e cieco di fronte ai diritti fondamentali delle persone, una splendida giornata di civiltà per il nostro paese”. Per Giorgia Meloni si tratta, invece, di una “sentenza ideologica e drammatica in tema di adozioni”. Ancora più dure le parole di Carlo Giovanardi che afferma: “La sentenza scardina i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico scolpiti nella Costituzione e dalle leggi votate dal Parlamento. Naturalmente”– prosegue –“in democrazia la volontà popolare può arrivare con le procedure idonee a cambiare costituzioni e leggi”.

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In Italia, al di fuori del mondo cattolico e di quello omosessuale non vi è particolare interesse su questi argomenti, forse perché in molti darebbero per scontato che nel 2014 certi diritti siano già accettati ed acquisiti.
C’era un tempo in cui, ad esempio, era considerato scandaloso (oltre che illegale) vedere un uomo di colore su un mezzo pubblico, oggi, per fortuna, non più. C’era un tempo in cui il divorzio era considerato alla stregua di un peccato mortale e il “delitto d’onore” ammesso per legge, oggi, per fortuna, non più. C’era un tempo in cui l’omosessualità era considerata una malattia, ma oggi, per fortuna, quasi deridiamo chi la pensava così. Gli esempi di come la mentalità dei singoli individui si adegui e muti col mutare degli eventi sociali sono innumerevoli nell’arco della storia; esempi di come situazioni e cose prima impensabili diventino semplice routine. Forse arriverà il giorno in cui rideremo di quei tempi in cui gli stati si ostinavano a negare determinati diritti alle coppie omosessuali. Ma quel giorno, per l’Italia, non è ancora arrivato.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo