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Profumo di vita

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26 ottobre 2011

Ascoltando una intervista a Kiera Knightley riguardo al profumo Coco Mademoiselle di Chanel, mi sono resa conto di quanto effettivamente siano importanti i profumi e l’olfatto in generale.
Mi è capitato spesso di camminare tra la folla e sentire il profumo di un ex-fidanzato ed irrigidirmi, quello di una amica e rilassarmi, quello di un luogo e un tempo passato ed essere immediatamente immersa in una memoria lontana.
Dicono che quella olfattiva si a la memoria più forte e concordo pienamente.
I miei ricordi più lontani riguardo al profumo sono quelli usati da mia mamma quando ero piccina: Monsieur Balmain, dalla fantastica bottiglia giallo limone che usavo per fare le mie “pozioni” quando mischiavo profumi e saponi di vario genere per fare i trattamenti alle barbie, e l’Eau Sauvage di Dior, una fragranza maschile che deve essere stata dell’ex storico, sempre di mia madre, e che veniva tenuta segretamente in un cassetto.
Il mio primo profumo mi è stato regalato da una amica di famiglia: Anais Anais di Cacharel, sottile e floreale al massimo, quando lo spruzzavo mi sentivo una vera donna (a 8 anni) è il profumo della mia prima e violentissima cotta: James.. quanto mi piaceva… e lui non mi filava di striscio, anzi… ho da poco scoperto che è diventato ciccione e brufoloso.. tiè!
Il profumo memorabile successivo invece arriva intorno ai 16 anni, Weekend di Burberry, regalatomi in amicizia da quello che poi sarebbe diventato il mio fidanzatino di allora, è un profumo sempre floreale, ma dai toni più fruttati e intensi. È il profumo della spensieratezza assoluta.
Quelli successivi sono Chance di Chanel (regalo del primo San Valentino) ed Eternity Moment di Calvin Klein (un natale a caso) sono due profumi, il primo fruttato quanto basta per non essere troppo dolce, il secondo più forte e floreale, che mi ricordano un periodo di grandi scossoni emotivi.
Il seguente è Armani Code di Armani, questo è stato il profumo della mia fase da femme fatale dei 19/20 anni. Forte deciso, sensuale e tutto tranne che fruttato. Questo lo evito. Non mi piace rivivere quei momenti poco raccomandabili.
Quello che invece descrive la svolta attuale è Candy di Prada. È diventato il mio nuovo profumo fisso (e spero lo sarà per molto tempo). Simboleggia una serietà un po’ più leggera che sto cercando ad ogni costo di portare nella mia vita un po’ tetra dell’ultimo periodo. È dolce, che più dolce non si può, ma con una base intensa, un po’ agrumata e un po’ maschie che lo rende il mix perfetto di femminilità frou frou e di maturità.
Ecco la mia storia in profumo.

Iashy


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