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Arte

Pura arte: Giacinto Ferrero

staff
21 maggio 2011


In una modernità dominata dal trash, dalla provocazione e dal cattivo gusto si rende necessaria un’arte camaleontica, capace di reagire all’apparente “morte dell’arte”, senza tuttavia estraniarsi dalla realtà circostante.
La dimensione artistica più efficace rifugge infatti tanto da sterili ed anacronistiche emulazioni di un passato che ha dato tanto ma è ormai Storia, quanto da tentativi rivoluzionari azzardati, grotteschi e volgari.
Lo spirito più adatto ad un confronto serio e proficuo con le rovine della cultura occidentale può incarnarsi in un magma di colori accesi e vorticosi, echi moderni delle virgolettature impressioniste, delle scomposizioni cubiste e dello stile dell’art nouveau, preludio di un futuro incerto e trasognato.
Tale sensibilità si incarna perfettamente in un giovane artista torinese, Giacinto Ferrero.
Classe 1992, artisticamente vergine, l’eclettico autore può tuttavia già vantare cinque mostre con Interno4, una libera associazione impegnata a promuovere talenti emergenti, specialmente in ambito artistico, mediante esposizioni e rassegne periodiche.
In Ferrero l’associazione ha senza dubbio individuato una promessa dell’arte italiana: a metà fra un dandy ottocentesco ed un writer ispirato alla street art, il giovane propone opere eterogenee, espressioni di una intensa ricerca spirituale-filosofica (palese ne “L’eterna domanda”, in “Logos” e ne “Il filosofo”), recettive di influenze orientali (avvertibili nella serie dedicata a “Ganesh”), indagatrici del dramma esistenziale vissuto nelle metropoli moderne, ricche di riferimenti artistici e letterari forieri di riflessioni sull’identità dell’uomo, percepito pirandellianamente come “Maschera”.
La ricerca di Ferrero non si ferma poi ad una dimensione astratta, ma percorre sinuosamente il corpo umano, soprattutto quello femminile tanto inflazionato nel panorama moderno, trattandolo però con originalità e personalità, in un equilibrio dinamico fra sensualità e disgusto, attrazione e repulsione.
Sono le opere presentate nella mostra “Ucronie”, personale dell’aprile 2010, ad aver definitivamente rivelato l’indole dell’autore, manifestatasi successivamente nelle originali esposizioni collettive curate da Interno4 e nella recentissima mostra allestita all’interno della Galleria d’Arte Contemporanea Emma Infante. L’artista si muove con passi defilati, ma decisi, fondati sulla scelta di un tratto senza mezze misure e sulla bicromia: assenza di mezzi toni, bianchi assediati da neri prepotenti, linee dorate a scandire uno stile ritmico, cadenzato ed incessante. L’esteta gioca sornione con la realtà avendo parallelamente ben interiorizzato la capacità di indagarla nei suoi fini ultimi, in quanto filosofo.
Dunque un’arte affascinante, psichedelica, nostalgica di esperienze passate, ma allo stesso tempo assetata di speranze e prospettive future.
www.flickr.com/photos/gferrrero
www.internoquattro.org/artista.php?searchType=id_user&pos=0&id_artista=20

 

Luca Siniscalco


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