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Biennale di Venezia 2011 Cinema

Qualcosa d’inaspettato, mai visto prima e con un risultato sorprendentemente affascinante; è questo il caso di “Killer Joe”

Giorgio Merlino
8 settembre 2011


Texas. Il ventiduenne Chris Smith si trova in un brutto momento a causa di un debito di droga, ma ha una soluzione ai suoi problemi; decide, coinvolgendo anche il padre, la matrigna e la sorella minore, di uccidere la madre e riscuotere la polizza assicurativa di $50,000.
Chris ingaggia l’affascinate killer, nonché detective di Dallas, Joe Cooper, che accetta di lavorare a credito, a condizione di aver come deposito la sorella Dottie.
La giovane ragazza, presto in compagnia del killer, si ritrova inizialmente turbata dalla situazione ma non per molto perché tra i due ha inizio una bizzarra storia d’amore.
Chris scopre ben presto che per lui e la sua “famiglia” i guai sono appena iniziati.
Il sottotitolo della locandina “Murder never tasted so good” rispecchia alla perfezione l’essenza del film.
E’ una bella e passionale storia d’amore; il principe azzurro è però un detective ingaggiato come killer per uccidere la “suocera”.
Non solo la trama suona strana, tutto il film è fuori dal comune. Sequenze capaci di scatenare grasse risate si alternano continuamente a scene di violenza gratuita, di forte impatto per i più deboli di stomaco, secondo uno schema in perfetto equilibrio. Il merito del regista William Friedkin è stato proprio quello di creare un cocktail perfetto di comicità e violenza, amore e crudeltà e non deve essere stata un’impresa facile.
Se all’inizio l’idea di vedere Matthew McConaughey al Festival di Venezia poteva lasciarmi perplesso, non mi sono mai ricreduto come in questo momento.
Un cast assolutamente perfetto, ogni attore è in perfetta sintonia con il personaggio e questi ultimi sono di così grande impatto da meritare una singola, breve descrizione.
• “Killer” Joe Cooper: Detective di Dallas che arrotonda lo stipendio commettendo omicidi su commissione al prezzo di $25,000. Un killer calmo e metodico che non alza mai la voce nel corso del film, ma capace di far paura e diventare crudele. (Matthew McConaughey)
• Chris Smith: Infanzia travagliata, sogni falliti, una vita difficile, rapporti all’orlo della sopportazione con la famiglia tranne che con la sorella minore, ma sempre speranzoso. (Emile Hirsch)
• Dottie Smith: Bizzarra ma dolce ragazza chiusa nel proprio mondo immaginario per sfuggire alle difficoltà; attratta da subito da Joe, si innamora presto del suo carattere deciso e affettuoso. (Juno Temple)
• Ansel Smith: Stereotipo dello stolto e ottuso texano, ricopre soprattutto un ruolo nelle sezioni comiche.(Thomas Haden Church)
• Sharla Smith: Stereotipo dell’ignorante, volgare e traditrice moglie texana. Irritante, superficiale e approfittatrice, riceverà una punizione. (Gina Gershon)
• Rex: Amante di Sharla e con due sole apparizioni solamente di spalle (non compare mai in viso) si scopre avere un ruolo dominante nelle vicende dei personaggi.
Se il film ha divertito, la conferenza stampa ancora di più.Il “pazzo” regista William Friedkin, che ricorderete per il cult “L’esorcista”, ha affrontato le domande in maniera assai sciolta e suscitando risate inconsulte tra i giornalisti.

 

Giorgio Merlino

 

P.S.
Nella scena di maggior impatto del film è coinvolta una “coscia di pollo” ed è sicuramente destinata a diventare un cult (lo sceneggiatore ha risposto che non ha la minima idea di come gli sia passato per la mente).
Il finale è una vera chicca e una gran sorpresa.


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