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Cinema

Quando il biliardino prende vita

Giorgio Raulli
13 giugno 2014

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Amadeo è un ragazzino timido ma talentuoso nel gioco del biliardino: nel piccolo villaggio in cui vive non c’è nessuno che riesca a batterlo. Un giorno Grosso, un bullo suo coetaneo ormai calciatore professionista, torna per vendicarsi di una partita a biliardino persa contro Amadeo. Grosso è determinato a portargli via tutto, dal lavoro a Laura, amica d’infanzia di cui Amedeo è da sempre innamorato, intenzionato persino a trasformare il villaggio in un parco a tema con tanto di stadio a sè dedicato. Ad aiutare Amedeo nella partita finale contro Grosso al vero gioco del calcio ci penseranno degli amici insoliti: riconoscenti ad Amadeo per tutte le partite giocate e le vittorie conseguite, i mini-calciatori del biliardino prendono magicamente vita.

Il regista argentino Juan José Campanella, vincitore del premio Oscar per Il segreto dei tuoi occhi come Miglior Film Straniero 2010, è stato conquistato dal racconto di Roberto Fontanarrosa Memorie di un’ala destra e ha colto l’occasione per realizzare una pellicola che celebri lo sport del calcio, cimentandosi coraggiosamente con il difficile linguaggio dell’animazione; un progetto ambizioso, quello di Goool!, che, se paragonato alle grandi produzioni di Pixar o Dreamworks, non può ancora competere, ma, trattandosi di un esordio low-budget,conquista senza dubbio il favore del pubblico. Infatti la pellicola sembrerebbe essere quasi un esperimento di prova per Campanella, che stavolta ha chiaramente messo in secondo piano la narrazione per dare spazio alla propria passione calcistica.

Se purtroppo ci sono momenti poco brillanti e dialoghi comici a volte un po’ forzati, il film è tuttavia ben controllato dalla regia e i disegni e l’animazione funzionano bene: con un ormai obbligatorio 3D, Goool! vive di personaggi ben costruiti, anche se gli stessi protagonisti agiscono seguendo fila narrative poco innovative. È anche vero che la pellicola intende chiaramente rivolgersi principalmente ai più piccoli, facendosi fruitrice dei più tipici messaggi educativi, come il valore dell’amicizia, del gioco di squadra, dell’amore.

La voglia di Goool! di trasmettere brio e divertimento al pubblico è innegabile e, nonostante il ritmo della storia non sia sempre efficace, il messaggio di fondo è autentico e fondamentale: lo sport dovrebbe vivere soprattutto di emozione, anche se il calcio che conosciamo oggi è fatto solo di diritti tv, sponsor e manager.

Nei cinema italiani già dal 29 maggio grazie alla distribuzione della Koch Media, Goool! può essere un divertente appuntamento “calcistico” in queste settimane di Mondiali.

Giorgio Raulli


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