Quando incontri Diane

Eliana Miglio
27 ottobre 2015

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Sabato mattina mi sono preparata con cura per l’incontro organizzato da amici comuni per conoscere Diane Von Furstenberg.

Ho scelto di indossare l’abito nero con bocche rosse e una profonda scollatura – anche se sarebbe stato più adatto al tardo pomeriggio – perché lo reputo il più bello della mia piccola collezione di wrap dress. Ma è importante che io mi senta bene, a mio agio, e che lei capisca quello che voglio comunicarle: non ho comprato i suoi abiti per stare comoda, ma per sentirmi sexy e forte anche quando io sarei timida e pigra.

C’è il sole e voglio passare da Roberto D’Antonio, IL parrucchiere di Roma, prima dell’incontro. Mi guardo allo specchio: ebbene, la scollatura è un po’ troppo profonda per un lunch, ma sono in ritardo. E così butto ago e filo nella Hermès, just in case

E infatti dopo la piega di Daniela inforco gli strumenti del mestiere e chiudo fino al punto giusto l’abito a incrocio.

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Mi presento puntualissima e trovo un affettuoso gruppo di amici tra cui Cesara Buonamici, Joushua Kalman, Carla Fendi, Antonio e Jackie Monda ed altri più intimi di Diane. Mi fanno sedere accanto a lei e subito scherziamo come se fossimo già amiche.

È una donna affascinante, ancora molto bella e brillante. Parla benissimo l’italiano e si capisce che ama il nostro Paese. Quando le chiedo una foto insieme, proprio come una ragazzina, temo le ire del padrone di casa, mio caro amico. Ma a quel punto tutti vogliono la foto con Diane! Lei mi slaccia leggermente il vestito e me lo riannoda con il suo tocco di genio.
Ci accomodiamo insieme sulla sedia ed io capisco come si diventa “La donna che volevo essere”.

 

La donna che volevo essere
di Diane Von Furstenberg
Marsilio editore, pp. 145