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Quando la corsa alla perfezione si fa intima…

Lara Bottelli
17 aprile 2013

Chi non ha mai fantasticato di modificare o quanto meno ritoccare una parte di sé? Nasi visti come troppo ingombranti o poco armonici, qualche chilo o flaccidità di troppo, seni troppo piccoli o troppo grandi, visi su cui il tempo ricorda il proprio passare. Un esercito di nuovi pazienti, insomma, che pare muoversi al ritmo di: “Non vado in palestra, mi faccio la lipo!”

Ma se pensate che la chirurgia plastica avesse già esaudito ogni desiderio di cambiamento su ogni parte del corpo umano vi sbagliate, ecco la novità: chirurgia plastica INTIMA, trend in aumento del 24% nel 2012.

Avete capito bene. Pare che la mai sazia ricerca umana della perfezione sia approdata nei lidi più reconditi di ogni donna: la propria vagina! Non più vista quindi “solo” come organo che consente piacere e procreazione, ma a cui viene attribuito un certo ideale estetico a cui aspirare.

I motivi per i quali si ricorre alla chirurgia plastica intima non si discostano molto da quelli che portano a modificare altre parti del nostro mai pienamente accettato corpo: è la ricerca di ciò che è di moda e quindi percepito come modello a cui aspirare. In questo senso il trend oggi più comune, che pare richieda la depilazione totale anche “lì”, porta a una maggior attenzione all’aspetto estetico di qualcosa che in passato era meno esposto e visibile, con il conseguente imbarazzo in alcune situazioni intime fino al punto di provare disagio nell’indossare certi tipi di costume da bagno.

Secondo Giovanni Botti,  presidente dell’ Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe), però “operarsi solo perché è di moda o per compiacere il partner è del tutto sconsigliato; di solito alla base ci sono motivazioni psicologiche in alcuni casi accompagnate da un fastidio fisico. I problemi che possono derivare però da un intervento non correttamente eseguito in una zona così delicata sono però reali e anche seri.”

Le parti anatomiche della vagina per cui si richiede un intervento sono le più svariate. La maggior parte degli interventi riguardano vaginoplastica, o “ringiovanimento vaginale”, l’intervento più comune nelle donne che abbiano partorito e normalmente richiesto per risolvere i sintomi legati al rilassamento perineale e del canale vaginale e per migliorare la funzione e l’attività sessuale, attraverso il restringimento dell’intero canale vaginale e la modificazione della sua apertura.

Ci sono poi le iniezioni di acido ialuronico o grasso per ridare tono a grandi labbra che abbiano perso volume o turgore, la liposcultura del mons pubis e delle grandi labbra, tramite tecniche di lipoaspirazione e di innesto di grasso autologo, la labioplastica, per ridurre o modificare le piccole labbra. “L’aspetto delle piccole labbra vaginali naturalmente varia da donna a donna – spiega Gianfranco  Barnabei, invitato come chairman al primo simposio internazionale sulle tecniche di chirurgia plastica ed estetica svoltosi negli scorsi mesi negli Stati Uniti – in molti casi piccole labbra di grandi dimensioni o asimmetriche sono congenite, in altri i cambiamenti del loro aspetto si manifestano dopo i parti o nel corso degli anni. Alcune donne richiedono un intervento di labioplastica esclusivamente per ragioni estetiche, ritenendo erroneamente che labbra piccole siano segno di giovinezza, altre lamentano disagi o irritazioni che si possono risolvere riducendo le piccole labbra.”

Infine, più diffusa in culture che esigono la verginità della donna per ragioni di tipo religioso o sociale c’è l’imenoplastica, per la ricostruzione dell’imene.

Insomma, che siano motivati da ragioni religiose-culturali, di mera estetica o di effettivo disagio fisico, questi interventi costituiscono un nuovo e variegato aspetto della chirurgia plastica che, pur rimanendo “di nicchia”, risulta in notevole espansione.

Pur sapendo di rischiare di scadere nel banale, continuo a pensare che una delle vere sfide di questo nostro tempo sia riuscire a voler bene e apprezzare il nostro corpo, mettendo da parte inutili e talvolta dannose rincorse alla perfezione.

Ma poi, siamo proprio sicure che ai nostri uomini importi coì tanto la forma e le dimensioni della nostra vagina? Personalmente rimango molto scettica.

Lara Bottelli


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