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Quando la moda si fa denuncia sociale….

staff
13 maggio 2011


Tempo fa abbiamo assistito a campagne anti-anoressia, campagne fatte dal fashion system sulle brutture dello stesso. NOBODY IS PERFECT, MY NAME IS NOBODY…. Vi dice nulla?
La moda, così come tutte le arti, è strettamente connessa alla società e ai movimenti che spesso l’attraversano: quello dell’anoressia è un ottimo esempio, ma ce n’è un altro, ben più attuale.
Penso che molti, come me, siano stufi di sentir parlare ogni giorno giornali, telegiornali e programmi di gossip, di signorine -ormai non più in minigonna, ma in abiti lunghi e costosissimi, ricche di gioielli da milioni di euro- che “accompagnano”. Sì, perché loro accompagnano -ma non sono hostess- imprenditori, politici, Vip o semplicemente uomini abbienti in occasioni pubbliche e non. Queste donzelle che rispondono con una smorfia a chi le volesse appellare prostitute, hanno optato per il termine ESCORT (che fa più chic!), per distinguersi con un “pizzico” di superiorità e di maggiore FIEREZZA, dalle “semplici” e “banali” donne di strada. Effettivamente loro con la strada non hanno nulla a che vedere; piuttosto l’attraversano a bordo di Ferrari o Porche.
Le notizie più disparate su queste donne extralusso stanno entrando nelle nostre case quotidianamente perché non si fa altro che andare alla ricerca di sexy gossip che colpiscano uomini potenti. E noi non vogliamo essere da meno, anzi, vogliamo cavalcare l’onda e dire la nostra. E quale modo più ironico e anticonvenzionale per farlo se non attraverso la satira?
E’ proprio da queste premesse che nasce il progetto di Fabrizia Giardinelli, creatrice e stylist della linea Vestodunquesono, in collaborazione con la boutique Giò Collection Donna a Rutigliano, in quel di Bari. Non solo per patriottismo, ma soprattutto per volontà di denuncia, ho deciso di partecipare a questo progetto che prevede la creazione di t-shirt da uomo e da donna che prendano in giro e, contemporaneamente, sottolineino il fenomeno delle escort che da mesi, assilla tutti noi. E considerato che ormai sulle t-shirt se ne leggono di tutti i colori, noi per lo meno vogliamo sentirci libere di dimostrarci stanche dell’immagine della donna italiana che da un po’ di tempo viene veicolata: vogliamo dimostrare, con creatività e divertimento, che noi donne siamo altro.
Che siano d’alto o basso bordo a noi non interessa e, benché il fenomeno esista e sempre esisterà, pretendiamo per lo meno che queste signorine non vengano elevate a simboli della patria. Trasmissioni politiche di tutto rispetto si sono occupate delle presunte scappatelle di questo e di quel politico, entrando nei loro covi per cercare indizi che dimostrassero con sicurezza il loro coinvolgimento in queste losche faccende. Presunti regali e foto ricatti hanno occupato per mesi le testate dei migliori quotidiani. Ottenere poltrone in politica con mezzucci di questo genere, ormai sembra non solo possibile, ma anche legittimo. E la cosa pazzesca è che queste nobildonne vengono anche chiamate a presenziare ad una lunga serie di eventi!
Cercheremo i loro indirizzi che, vista la notorietà, non saranno difficili da trovare e invieremo loro in regalo le t-shirt di Fabrizia. Chissà che non vogliano trovare un posticino anche per la nostra campagna sociale, tra tutti gli eventi di beneficenza che le vedono ospiti!

 

St.efania