Sport

Quell’arzilla Fede e i golden boys del nuoto

Riccardo Signori
23 maggio 2016

Federica-Pellegrini-4

Federica Pellegrini è una arzilla vecchietta e non perde occasione per dimostrarlo: di essere arzilla! Nel dire vecchietta, a quasi 28 anni (li compirà il 5 agosto), ci sono gli estremi della querela o, peggio, il rischio di essere internati per disturbi mentali. Ma nel nuoto i 28 anni cominciano ad essere età che pesa. Qualche decina di anni fa erano già età da pensione agonistica, oggi tutto slitta in qualunque sport.

Certo, rispetto alla gran parte delle nuotatrici italiane ed anche europee se non mondiali, Federica sembra una giovinetta inesauribile, affamata e cannibalesca nell’inseguire medaglie e soddisfazioni. Soprattutto brava, talentuosa e con la voglia di non metter limite alla fatica. Questo è il segreto di ogni grande campione. E la Pellegrini lo ha dimostrato con i fatti, anche scorrendo l’album delle sue quattro medaglie d’oro europee nei 200 stile libero: nel 2010 e 2012 erano gli ori della civetteria agonistica, della vanità nell’esser campione. Quelli del 2014 e quest’ultimo sono stati gli ori della riscossa, dopo i buchi nell’acqua nella piscina olimpica di Londra 2012, improntati alla massima che fu di Alberto Castagnetti, ex ct azzurro e vate di Federica: “C’è sempre tempo per recuperare”. Un’idea che non è morta con il suo autore.

Ora i conti con la piscina olimpica di Londra, stavolta aperta per gli Europei, sono almeno pareggiati nello scacciare i brutti ricordi: Federica si è consolata con un oro e tre argenti nelle staffette. Per la miglior forma e altre ambizioni da podio (sarà dura pensare al primo posto) tutto è rimandato ad agosto. E proprio nel giorno del compleanno, Federica sarà la nostra dorata portabandiera. Solo per i campioni il destino si affanna a pescare indimenticabili coincidenze.

20160520_GSca_DOTTO-ITA_LD2_4672-800x450

Ma il bello del nuoto azzurro, che sta preparando le grandi manovre con destinazione Rio, sta in quel gruppo di ragazzi d’oro (nel senso del metallo) che hanno spolverato l’orgoglio e sollecitato le speranze. Italia con gran bottino europeo(17 medaglie, 8 d’oro fra le quali tre della Cagnotto) e con l’ambizione che cavalca sulle spalle ormai larghe di Greg Paltrinieri, dominatore nei 1500 e negli 800 (non olimpici). Se l’Italia dello sport vorrà vincere qualche scommessa d’oro dovrà aggrapparsi a lui e a pochi altri in tutto il nostro orbe sportivo.

Greg è un brand: significa talento, qualità, macina record e medaglie. Ad ogni gara importante un passo avanti. Nei 1500 stile libero ha vinto tutto tranne il titolo olimpico. E non è solo. Gabriele Detti, livornese con il fisico da superman, ha incassato medaglie e prestazioni. Nelle distanze lunghe è il delfino di Paltrinieri, ma nei 400 sl.(oro) si è tolto soddisfazioni e nei 200 sl. ha dimostrato di essere l’uomo della provvidenza per restituire competitività alla staffetta maschile 4×200 che, nel passato, era un fiore all’occhiello del movimento (6 ori europei). E se Filippo Magnini non è più El Cid Campeador di qualche storia fa, oggi il nuoto può credere nel talento e nella testa ritrovata di Luca Dotto (oro nei 100 sl europei, con contorno di podi nelle staffette) e nella giovinezza di Mitchel D’Arrigo.

Le Olimpiadi del nuoto non sono i giochi d’Europa e i nostri ragazzi d’assalto, Dotto e Detti, che fanno pure assonanza, penseranno solo alla finale e ad un podio, ma non c’è movimento sportivo italiano che possa pensare più in grande come quello che si schiera in acqua: si tratti di nuoto di fondo oppure di tuffi (leggi Cagnotto), infine del nuoto in vasca con la nostra portabandiera e i nostri cavalieri del sogno d’oro-argento-bronzo. Non ha questo orizzonte nemmeno la gente della scherma, che potrebbe rigiocarsi in casa l’oro del fioretto femminile (Errigo e Di Francisca), e neppure gli sport di squadra che hanno aggiunto le ragazze della pallavolo al gruppo dei qualificati. Ora manca solo l’Italia del basket maschile, che proverà la qualificazione in luglio al torneo di Torino.   Potrebbe capitare di avere qualche sorpresa nella disastrata atletica leggera, ma per una volta, in pieno agosto, tutta l’Italia con le chiappe al mare si trasferirà in piscina.


Potrebbe interessarti anche