Cinema

Quello che sapeva Maisie

Giorgio Raulli
11 luglio 2014

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Maisie (Onata Aprile) è una bambina di sei anni dotata di uno spiccato spirito d’osservazione. Quando i suoi, la rockstar Susanna (Julianne Moore), non più giovane e impegnatissima a non uscire di scena, e il mercante d’arte Beale (Steve Coogan) decidono di divorziare, la piccola si ritrova in una guerra tra i due, accudita soltanto dai nuovi partner dei genitori, Lincoln (Alexander Skarsgård) e Margo (Joanna Vanderham).

Presentato al Toronto International Film Festival nel settembre del 2012, Quel che sapeva Maisie, diretto dai registi Scott McGehee e David Siegel, è un adattamento in chiave moderna del romanzo del 1897 di Henry James (Ciò che sapeva Maisie). Questa non è certamente la prima opera del famoso scrittore statunitense a dare vita ad una trasposizione cinematografica, ma il film prende una strada piuttosto autonoma rispetto al racconto originale, immergendo l’irresponsabilità di due genitori, vista con gli occhi della figlia, descritta della penna di James, nell’attualità del divorzio e delle lotte per l’affidamento dei minori, in una New York mai così iconica.

Nonostante la tematica della separazione non sia molto originale, soprattutto nel cinema (film simbolo su tutti è il drammatico Kramer contro Kramer del 1979), questa volta il punto di vista e le inquadrature sono “ad altezza di bambino”, per esplorare a fondo tutte le possibili emozioni della piccola protagonista: le crisi della madre, le assenze prolungate del padre irresponsabile, le attenzioni e l’affetto dei nuovi compagni dei genitori, non fanno altro che dipingere un quadro confuso e difficile da decifrare, persino per una bambina tanto sensibile quanto matura come Maisie, che deve destreggiarsi silenziosa e passiva tra situazioni esasperate e frenetiche (forse troppo).

Ottimo il cast, da Julianne Moore, eccellente interprete di ruoli di donne in profonda crisi di mezza età, a Steve Coogan, alla giovanissima Onata Aprile, Quel che sapeva Maisie dimostra di avere una sceneggiatura forte, anche se meno incisiva nella seconda parte del film, ben sviluppando una tematica delicata che di solito rischia facilmente di annoiare. Distribuito da Teodora Film, è arrivato finalmente nelle sale italiane, in programmazione dal 26 giugno.

Giorgio Raulli


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