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«Questa borsa è troppo cara per lei»: Oprah Winfrey vittima di razzismo a Zurigo

Virginia Francesca Grassi
11 agosto 2013

oprah-winfrey

«Ero a Zurigo e sono uscita a fare shopping. Ad una commessa in un negozio chiedo: scusi, posso vedere quella borsa sulla mensola sopra la sua testa? Lei mi risponde: no, è troppo costosa. Io continuo: no, guardi voglio quella nera sullo scaffale. Lei comincia a spiegarmi che la borsa è stata creata per Jennifer Aniston, me ne propone un’altra meno carae insiste: è troppo costosa, non vorrei farla rimanere male». Una borsa da 35 mila franchi non è alla portata di un’afroamericana, sembra voler dire.

Ma il caso vuole che la signora in questione sia niente meno che Oprah Winfrey, una delle donne più potenti del mondo e opinion leader a livello internazionale: come Julia Roberts nella scena cult di Pretty Woman, ignorata in un lussuoso negozio di Beverly Hills a causa del suo abbigliamento, la star del piccolo schermo si è vista oggetto di una discriminazione decisamente razzista mentre un mese fa si trovava nel capoluogo svizzero per il matrimonio dell’amica Tina Turner con Erwin Bach. E’ successo al Trois Pommes, esclusiva boutique della centralissima Banhofstrasse, la via più elegante di Zurigo.

Con un patrimonio di 2,7 miliardi di dollari e 360 milioni di reddito annuo, la Winfrey poteva decisamente concedersi quel piccolo capriccio in alligatore da 28 mila euro. Se non che, da vera signora, ha lasciato il negozio senza battere ciglia: «Sono stata tentata di tornare indietro e comprare tutto il negozio. Ma poi ho pensato che la commessa avrebbe avuto una commissione e ho lasciato perdere», ha raccontato a Larry King durante un’intervista.

Immediate le scuse dell’Ente per il turismo svizzero: «Siamo fortemente irritati, quella persona si è comportata malissimo, presentiamo le nostre scuse ad Oprah», ha scritto su Twitter; mentre la proprietaria del negozio, Trudie Götz, si è limitata a parlare di “fraintendimento”, dovuto al fatto che la commessa – che non verrà sanzionata in alcun modo – sia italiana e non parla bene l’inglese.

«Spesso il fatto di essere famosa – ha detto la Winfrey – mi ha protetto da discriminazioni razziali e sessuali. Ma è chiaro che il razzismo esiste ancora, eccome».

Virginia Grassi


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