Letteratura

Questa casa è un delirio (ma ci piace così)

Maria Stella Gariboldi
30 marzo 2014

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Dalila Bonelli è una ragazza molto sveglia, ironica, e con un senso materno dato per estinto dal periodo dell’infanzia. Finché, ventenne, non rimane incinta.

La burrasca che l’arrivo di un neonato porta nella vita di una giovane mamma e moglie si accompagna alla gioia di stringere un fagottino caldo tra le braccia, il senso pacifico di essere essenziale, di sentirsi responsabile di qualcosa di veramente grande. Quello che tutti tacciono è il resto: nottate insonni, pianti inspiegabili, suocere invadenti, per non parlare della famigerata pupù liquida.

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Unite al trambusto un marito che per natura maschile non è il massimo dell’intuito genitoriale, e il quadro è completo. Serve una valvola di sfogo. Dalila l’ha trovata sul web: due anni fa ha aperto il blog Donna Delirio in cui raccontare le avventure quotidiane di una neomamma, gioie e sconforti compresi.

Il suo diario virtuale è ora diventato un libro edito da Giunti: Casa Delirio  raccoglie i pensieri a cui tutte le mamme, lo ammettano a no, sono prima o poi arrivate. Nel giro di dodici mesi Dalila deve vedersela non solo con la difficoltà dell’essere mamma e moglie, crescere un bambino di appena un anno mandando avanti la casa,  ma anche con tutte le seccature che rendono un compito già duro ancora più estenuante. Vedi: parenti inopportuni, tipi da spiaggia, tipi da Zumba e ritardi allarmanti (del ciclo e di Trenitalia).

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Dalila Bonelli non tace nulla, nemmeno i punti di un “Promemoria per la sterilità” degno di essere inserito nei corsi di educazione sessuale. Eppure siamo felici che questa Casa Delirio sia così, in preda al caos e gestita da una donna completamente imperfetta. Felice e un po’ incasinata, reale e piena di amore.

Maria Stella Gariboldi

“Casa Delirio. Diario di una donna completamente imperfetta”, di Dalila Bonelli, illustrazioni di Gaia Miacola, Giunti Editore, pp. 175.


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