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Questa Juve perde, il campionato spera

Riccardo Signori
14 agosto 2017

La Juve che perde la finale di Supercoppa non è una novità, ma stavolta più che mai un’ apertura di speranza al campionato. Nelle ultime sei stagioni (dal 2012 ad oggi) la Signora ha vinto tre finali (le prime due e quella del 2015) e perse altre tre contro NapoliMilan e quest’ultima davanti alla Lazio dove un ex, Ciro Immobile, ha segnato la via per batterla. Poi ha sempre vinto lo scudetto.

 La partita persa negli ultimi istanti contro la squadra di Simone Inzaghi è solo un campanello, anzi uno scampanellio sinistro che Max Allegri ha sentito ronzare nelle orecchie e così gli anziani dello spogliatoio.

Un inizio difficile non sarebbe una novità, ma tutti sanno che nessuno è imbattibile e la lunga collana record degli scudetti non potrà prolungarsi all’infinito.

 La Juve ha perso Bonucci in difesa, ma non era lui l’uomo determinante. Benché sia proprio la difesa il reparto traballante delle partite di precampionato. Bonucci è rimpiazzabile, molto meno la bravura tecnica difensiva di Barzagli e la grintosa giovinezza agonistica di Chiellini. I due muri difensivi ci sono ancora, ma ormai sono invecchiati e un po’ sgretolati. Loro due, più del terzo, rischiano di far sentire vulnerabile la squadra.

 La seria A partirà il 19 agosto: tutto pronto, nessuna è pronta. I segnali del precampionato dicono che l’Inter potrebbe essere maturata, che il Napoli partirà forte ma dovrà fare anche i conti con un dignitoso cammino europeo, che il Milan è rivoluzionato, ma rivoluzione non vuol dire affermazione. La Roma avrà Totti a bordo campo, e forse le manca qualche buon innesto in campo.

 La Juve ha affidato il numero 10 al giocatore che più lo meritava: Paul Dybala, ripudiato dal Barcellona per non fare ombra a Messi e al suo giocare, avrà in mano le chiavi di una incoronazione globale nel calcio e vedremo se nella nazionale argentina  non potrà far coppia  con il pretenzioso re del Barcellona. Eppure al nuovo Sivori-Baggio-Del Piero (quelli più simili al suo giocare), invece non c’è somiglianza alcuna con Platini, toccherà una duplice impresa in Italia: trascinare la Juve fuori del rango di eterna sconfitta in Champions e dimostrare di essere un giocatore-squadra, l’uomo che non ti può mancare mai nel campionato più rischioso che la Juve affronterà da sette stagioni ad oggi. Rischioso non tanto sui valori tecnici, quanto perché siamo sempre più vicini alla possibilità che non rivinca lo scudetto.

 Anche Usain Bolt ha perso l’ultima gara individuale della sua vita e nell’ultima gara della sua storia atletica è addirittura ruzzolato per terra, faccia delusa sulla pista.

La sua avventura di grande campione non sarà dimenticata, però un ruzzolone in meno avrebbe evitato un pizzico di amarezza in più.

 In ogni caso dipende sempre da come si cade: la Juve Dybala dovranno ricordarlo. Magari restando in piedi in Europa.


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