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Raffaello Napoleone ci racconta il nuovo Pitti Generation(S)

Alberto Corrado
17 novembre 2015

PITTI IMMAGINE UOMO 89 ADV

Spazi sold out, un crescente numero di presenze straniere attese tra buyer, espositori e stampa e un mercato in crescita.
È con queste premesse che si inaugurerà dal 12 al 15 gennaio 2015 l’89esima edizione del Pitti Uomo, che vedrà raccolti 1205 brand dedicati all’universo maschile, di cui 43% del totale provenienti dall’estero, di cui 225 nomi nuovi.
Un quadro confortante nella ricchezza degli eventi speciali che faranno da corollario alla manifestazione, appuntamento che dovrebbe raccogliere un totale di 40.000 visitatori, in linea con la scorsa edizione invernale. Così come ha spiegato Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine, nel corso della conferenza stampa tenuta al Four Seasons di Milano.

MARCO DE VINCENZO

Qual è il quadro generale in apertura dell’89 edizione di Pitti Immagine Uomo?
I numeri della manifestazione sono ottimi. Anche questa volta, le richieste hanno superato l’offerta a dimostrazione dell’attrattività esercitata da Pitti anche in questa situazione di mercato così complessa.
Tanti sono i progetti: dagli eventi speciali, con la presenza del designer coreano JUUN.J (mercoledì 13 gennaio), Marco De Vincenzo che presenterà l’unicità del suo stile con una performance spettacolare in uno spazio inedito come il Teatro Niccolini (giovedì 14 gennaio) e lo special event Adidas Originals by White Mountaneering, in cui codici di Adidas Originale saranno interpretati da Yosuke Aizawa, anima del brand giapponese White Mountaineering (giovedì 14 gennaio Stazione Leopolda); per arrivare a Pitti Italics, Fondazione che supporta le nuove generazioni di fashion designer, che questa edizione presenterà le collezioni maschili di Federico Curradi e Vittorio Branchizio, negli spazi della Dogana di Via Valfonda.
Si riaccendono i riflettori sull’Africa con la seconda edizione di “Costellation Africa” (giovedì 14 gennaio alla Dogana), con una sfilata speciale dedicata a promuovere giovani talenti e designer da questo continente.

ADIDAS ORIGINAL

Si parla anche del concorso International Woolmark, ripristinato quattro anni fa con l’introduzione nel 2014 della categoria menswear?
Certamente. L’anno scorso l’evento finale si è svolto a Londra, quest’anno sarà a Firenze (13 gennaio), a Villa Favard, sede della Polimoda. I sei finalisti sono stati scelti in Asia, Australia, America, Gran Bretagna, Europa, India, Pakistan e Medio Oriente. I loro nomi sono: Munsoo Know (Corea del Sud), Agi&Sam (Gran Bretagna), Jonathan Christopher (Olanda), Siki Im (Stati Uniti), P. Johnson (Australia), Suketdhir (India).
Il vincitore assoluto riceverà un premio di 100.000 dollari australiani e potrà vendere la propria collezione nei principali store del mondo, tra cui Macthesfashion.com, Harvey Nichols in Gran Bretagna, 10 Corso Como in Italia e in Cina, Saks Fifth Avenue negli USA, Joyce a Hong Kong, Isetan Mitsukoshi in Giappone e David Jones in Australia.

WOOLMARK PRIZE

Ci sono altre novità dentro il percorso di Pitti Uomo?
Per questa edizione abbiamo ampliato e potenziato il respiro di MAKE, la sezione nata dalla rielaborazione creativa delle tradizioni e dal confronto continuo del lavoro artigianale con le tecniche e i materiali più diversi. A MAKE, il nuovo progetto che dalla Sala Alfa si estenderà anche una parte del Piano Inferiore del Padiglione Centrale, andrà in scena una nuova generazione di artigiani da tutto il mondo: 40 brand, frutto di uno scouting accurato, con i loro pezzi raffinati, talora a tiratura limitata.

Il tema guida di quest’anno?
Pitti Generation (s), dedicato alla simultaneità di tante generazioni diverse nel mondo di vestirsi e negli stili di oggi, in un mondo dove l’età è sempre più uno stato mentale piuttosto che anagrafico. Ecco perché abbiamo realizzato anche un video project come campagna promozionale dei saloni e una speciale collection di oggetti evergreen.

Da tempo sottilineate il concetto di crescita dell’internazionalità di Pitti Uomo. In quale direzione avete lavorato questa volta?
Continuando a portare avanti con grande determinazione un’attività di scouting in tutto il mondo per trovare brand interessanti e sostenere le imprese nel loro processo d’internalizzazione su più fronti.
L’uomo rimane, infatti, un settore con spiccata vocazione all’export e i dati economici – 60, 5 miliardi delle esportazioni del 2015 – confermano l’esistenza di grandi opportunità, soprattutto extra Europa, in particolare negli Stati Uniti, in Cina e Hong Kong e nel mercato russo, che è in grande ripresa. Quello che ci aspettiamo è un aumento dei visitatori provenienti da questi mercati a fronte di una tenuta dell’Italia.


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