Arte

Raffaelo si rivela al Prado

staff
30 giugno 2012

Evento artistico di rilevanza internazionale e appuntamento unico per studiosi e semplici appassionati del pittore rinascimentale: la mostra “Late Raphael”, allestita presso il Museo del Prado sino al 16 settembre, si propone come una meta irrinunciabile, imprescindibile per almeno due ragioni.
In primo luogo si tratta di una mostra vastissima, una delle più ampie mai dedicate all’artista urbinate, comprensiva di ben 74 opere, la maggior parte delle quali mai esposte in Spagna; 44 dipinti, 28 disegni, un arazzo e un’opera archeologica compongono la ricca esposizione curata da Paul Joannides (Cambridge University) e Tom Henry (studioso indipendente).
In secondo luogo colpisce la tematica affrontata esplicitamente fin dal nome della mostra: la fase finale della produzione artistica di Raffaello. Sono questi gli anni in cui l’artista definì alcune linee figurative e culturali a cui va il merito di aver radicalmente influenzato per secoli gli sviluppi dell’arte occidentale.
Dall’inizio del pontificato di Leone X (1513) sino alla morte di Raffello (1520) intercorrono sette anni critici, nel senso etimologico del termine di origine greca, cioè capaci di porre di fronte a una scelta e dunque ad uno sviluppo. Gli ultimi sette anni di vita dell’artista, mancato soltanto trentasettenne, caratterizzati dalla collaborazione di Raffaello con assistenti del calibro di Giulio Romano e Gianfrancesco Penni, vengono scoperti e rivelati ad un pubblico usualmente abituato a collegare al pittore italiano opere risalenti alla fase iniziale o intermedia della propria carriera, anche a motivo delle ultime esposizioni tenutesi presso Londra, Roma e Urbino, interamente dedicate al periodo giovanile.
La mostra, organizzata dal Museo del Prado in collaborazione con il Museo del Louvre, dove l’esposizione verrà trasferita da Ottobre fino a Gennaio 2013, è strutturata in sei sezioni tematiche, rispettivamente dedicate a: le pale d’altare di Raffaello, le sacre famiglie e le Madonne di grande formato, le Madonne e le sacre famiglie di piccolo formato, le opere dell’ambizioso e versatile Giulio Romano, i ritratti ed infine la celeberrima Trasfigurazione, accompagnata dai disegni preparatori.
Un percorso dunque che, nel suo snodarsi in un lasso di tempo breve perfino nell’economia di una singola vita, delinea un cammino artistico eterno, capace di un’ascesi sovratemporale grazie a cui anche l’uomo moderno può entrare in sintonia con la poetica di Raffaello.

Luca Siniscalco


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