Sport

Raikkonen e Donnarumma: il club dei musi lunghi

Riccardo Signori
29 maggio 2017

Kimi Raikkonen e Seb Vettel

Cosa pensare nel vedere le facce sul podio di Montecarlo dedicato alla Formula uno? I sorrisi di Seb Vettel e il muso lungo di Kimi Raikkonen. La festa Ferrari inondata dai sorrisi, peccato quella faccia seria sul podio, fra brindisi e felicità Primo e secondo in una doppietta che, ancora una volta, per la Ferrari fa storia ma con ben differenti stati d’animo. Felice come un bambino il tedesco. Kimi ammusonito come un ragazzino al quale abbiano tolto di mano il giocattolo.
Però qualcuno faccia vedere quel filmato a Gigio Donnarumma, portiere baby del Milan con il vizietto di non lasciarsi andare ai fatti di cuore.
Raikkonen, incapace di nascondere quel muso lungo, non ha pensato ad altro che a un’occasione persa. Il secondo posto non è certo da buttare, ma vincere a Montecarlo è un’altra cosa. E Raikkonen è un tipo che sa vincere, non ha bisogno di impararlo.
Gigio Donnarumma gioca nel  Milan, non certo in una squadretta di scarsa tradizione, dice che questa è la sua squadra del cuore, eppure sta trascinando la visione del futuro tenendo soprattutto la mano sul portafoglio e non sul cuore. Il caso Donnarumma diventa caos Donnarumma, con un pizzico di muso lungo: sebben mascherato.  Il potente procuratore, Mino Raiola, gestisce il suo futuro con totale bravura professionale ma, certo, rovinando l’immagine, e qualcosa d’altro, al suo assistito. Raiola è intervenuto contro Montella, che ha fatto una osservazione precisa: ha chiesto al suo giocatore di prendersi qualche responsabilità, dire cosa vuol davvero fare del suo futuro. Conterà il cuore o soltanto il portafoglio?

Gigio Donnarumma

Il Milan non vuole perdere il giocatore che ha allevato in questi anni, ma non c’è ragione per disperarsi in caso di addio. Nel calcio raramente un portiere determina la conquista di uno scudetto o di una coppa. Gigi Buffon è stato spettacolare in occasione del titolo mondiale vinto dall’Italia nel 2006, eppure il pallone d’oro è stato(ingiustamente) assegnato a Fabio Cannavaro. Gli scudetti si vincono anche con portieri che non siano portieroni. Purtroppo nel pallone conta segnare per vincere ed evitare gol per non perdere. Quindi un grande centravanti,alla lunga, risulta più determinante.
Ed è altrettanto certo che nessuna squadra sarà mai disposta a sganciare 70 e più milioni di euro per un portiere. Al massimo Donnarumma potrà fruttare 40-50 milioni: cifra che vale la cessione di un numero uno, seppur così giovane.
Sintetizziamo:il Milan rischia di perdere un buon incasso prima di un buon portiere, nel caso non riesca a venderlo.
Ma Donnarumma rischia di perdere la faccia: come potrà mai parlare di cuore nel pallone? Quello che spinge tutti a tifare e credere in una squadra, a mettere avanti il sentimento. È talmente giovane che avrà il tempo per guadagnare decine e decine di milioni, metterà a posto la famiglia fino alla terza generazione, ma nessuno dimenticherà il suo tradimento di cuore: sia che decida lui, sia che lasci decidere al suo ingombrante procuratore.
Insomma è un vero peccato pensare al Gigio milanista come ad un ottimo giocatore pronto a stracciare il cuore romantico del pallone. Ma ha ragione Montella: ogni tanto bisogna crescere e saper dire quello che si vuole fare da “Grandi”.
Donnarumma è già Grande, ma non abbastanza grande: dovrebbe pensare a migliorarsi e correggere gli errori (vedi anche la partita con il Cagliari) prima che ingrossare il portafoglio.
Kimi Raikkonen ci ha insegnato, una volta di più, che anche il cuore conta, e se un grande campione mette il muso per un gioco di squadra che, forse, lo ha danneggiato, oppure per una scelta che gli ha tolto la chance di vincere, chapeau a Kimi!
Gigio si guardi quel filmato e decida se ha ragione Raiola oppure Montella.


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