Fotografia

Rankin contro la violenza sulle donne con il progetto My Body Back

Jennifer Courson Guerra
3 agosto 2016

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Il celebre fotografo di moda Rankin ha deciso di offrire il proprio talento per una causa importantissima: scattando la campagna del progetto “My Body Back” si è schierato in prima linea a sostegno delle vittime di stupro.  Nato nel 2015 per opera di Pavan Amara, “My Body Back” ha l’obiettivo di aiutare le donne che hanno subito violenza sessuale a riappropriarsi del proprio corpo e della propria individualità. Per questo, si occupa di fornire assistenza medica e psicologica alle vittime a breve a lungo termine.

La partnership con Rankin ha preso avvio in occasione del primo anniversario del progetto, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato ma di grande rilevanza. Gli scatti, che hanno visto la partecipazione di donne vittime di stupro, rappresentano la voce di chi non si è arresa alla violenza e ha lottato per riaffermarsi. “La straordinaria forza di queste donne, dopo ciò che hanno passato, mi ha lasciato senza parole. Sono estremamente coraggiose. È stato un onore ospitarle nel mio studio: la nostra porta è sempre aperta”, ha dichiarato il fotografo.

Ho scritto la mia frase perché parla di scelta, di ciò che ho scelto di essere – forte – e di ciò che ho scelto di sentirmi – bella. Il mio aggressore pensava di avermi portato via la scelta, ma non ce l’ha fatta”, ha spiegato Katie Devereux, 37 anni, che ha subito violenza 18 anni fa. Ammy Kaur è invece stata abusata da bambina, per poi subire altri due attacchi in età adulta: “Per me, ‘My Body Back’ significa rinnovamento. Essere coinvolta è stato molto significativo. Far parte di questo progetto è stato un punto fermo, un momento di definizione. Mi ha mostrato quanto lontano sono arrivata, mi ha permesso di riappropriarmi di me e di ciò che è successo, e mi ha ridato il potere con la solidarietà”.

Tante le storie raccontate da “My Body Back” e immortalate da Rankin: “Ci piace questo progetto perché fa qualcosa di concreto, invece di parlare soltanto del problema”, spiegano le donne coinvolte. La piaga degli stupri è una questione più che mai attuale: nel mondo, 1 donna su 3 ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza sessuale.


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