Cinema

“RED”: Ridere Evadere e Divertirsi

staff
20 maggio 2011


A volte una troppa (spesso mal riposta) attenzione per realismo, credibilità, originalità e colpi di scena -in generale per tutti quegli aspetti che si finisce poi per tradire se ci si pensa troppo- tendono ad accecare gli autori: si rischia di perdere la visione di insieme, finendo col non raggiungere gli obbiettivi prefissati. A volte per fare un buon film divertente e appassionante basterebbe soltanto prendere un soggetto forte, magari tratto da una graphic novel, evitare di dare troppe spiegazioni inutili su moventi vari (tanto sono sempre le solite tre D: donne denaro e dominio) e concentrarsi sui personaggi, senza dargli necessariamente troppa profondità, ma quel tanto che basta per renderli accattivanti e cool.
A volte questo succede; è il caso di “RED”.
Frank Moses (Bruce Willis) è un omaccione solitario il cui unico contatto umano sembra essere una centralinista. Un giorno però, un commando di mercenari irrompe in casa sua per ucciderlo, ma Moses è un ex agente CIA in pensione, e riesce a sbarazzarsene. È chiaro che qualcuno cerca di eliminare lui, la centralinista con cui è in contatto e i suoi vecchi compagni di squadra. Ma non sarà così facile…
“RED” di Robert Schwentke è un film dal ritmo incalzante e vivace, divertente e ironico; una spy comedy veloce e frizzante intrisa di umor nero, folli esplosioni e scene d’azione dove botti e battute si amalgamano piacevolmente. Un’avventura rocambolesca, adrenalinica ed esilarante, chiaro esempio di riuscitissimo cinema d’intrattenimento.
Senza dubbio il cast è il punto di forza di questo film: non semplicemente un ensamble di nomi noti (Willis, Mirren, Freeman, Malkovich, Cox, Dreyfuss…), ma anche una raffinata opera di casting. Ogni personaggio infatti è la parodia dei ruoli che negli anni hanno “perseguitato gli attori”: così il “Die hard” Willis interpreta un duro in pensione che è costretto a tornare in attività; la versatilità attoriale di Malkovich si traduce nella schizofrenia del suo personaggio; la signorilità tutta british della Mirren diventa solo una facciata per la vera identità di ex sicario del MI6…
E ancora: fuochi pirotecnici, inseguimenti, sparatorie, duelli. Il tutto all’insegna dell’esagerazione e della spettacolarizzazione, per ricordarci lo stupore infantile col quale il cinema ci ha attirati a sé la prima volta.

 

Giustino De Blasio


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