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Fotografia

Renato Pasmanik: un Leopardi moderno

Alberto Pelucco
30 ottobre 2013
Renato Pasmanik, Un Regard Silencieux #4, 2011-2012, stampa digitale su carta Hahnemühle, cm 120x173 tiratura 1/3 Courtesy: Galerie JEF, Parigi

Renato Pasmanik, Un Regard Silencieux #4, 2011-2012, stampa digitale
su carta Hahnemühle, cm 120×173 tiratura 1/3 Courtesy: Galerie JEF, Parigi

Pensiamo all’“Infinito”, una delle liriche più suggestive di Giacomo Leopardi: che altro è se non l’insieme delle emozioni suscitate nel poeta dalla natura? Emozioni simili a quelle generate in noi dagli scatti del fotografo brasiliano Renato Pasmanik, raccolti nella mostra “Un Regard Silencieux”, ospitata alla Galleria Gomiero di Milano.
Le immagini di alcuni dei luoghi più interessanti della terra costituiscono il nucleo dell’esposizione, che vuole porre l’accento su un nuovo modo di vedere il mondo che ci circonda.
Leopardi, che poteva solo immaginare cosa si estendesse al di là di quella siepe, ricorse alla potenza della poesia, mentre Pasmanik si appoggia alla fotografia, per presentarci una natura libera da ostacoli, nel suo aspetto più incontaminato, sterminato e al contempo terrificante.

Renato Pasmanik, Un Regard Silencieux #5, 2011-2012, stampa digitale su carta Hahnemühle, cm 90x140 tiratura 1/3 Courtesy: Galerie JEF, Parigi

Renato Pasmanik, Un Regard Silencieux #5, 2011-2012, stampa digitale
su carta Hahnemühle, cm 90×140 tiratura 1/3 Courtesy: Galerie JEF, Parigi

Basti pensare allo scatto che ritrae le colline di un deserto, dove il silenzio e il nulla regnano incontrastati. Nessun arbusto, nessun essere vivente, nessuna pietra. Perfino il vento teme di spazzare le dune, che si presentano alte e composte all’osservatore.
E che dire dell’immagine in cui figurano alcuni alberi immersi nell’acqua? Qui l’attenzione è posta sulla forza distruttiva di questo elemento che quindi non è più “madre benigna” per gli esseri viventi, ma “crudele matrigna”.
Per non parlare dell’immagine raffigurante un suolo roccioso, quasi un paesaggio lunare.

Renato Pasmanik, Un Regard Silencieux #7, 2011-2012, stampa digitale su carta Hahnemühle, cm 120x173 tiratura 1/3 Courtesy: Galerie JEF, Parigi

Renato Pasmanik, Un Regard Silencieux #7, 2011-2012, stampa digitale
su carta Hahnemühle, cm 120×173 tiratura 1/3 Courtesy: Galerie JEF,
Parigi

Ma la natura non è la sola protagonista della rassegna, perché essa acquista il suo giusto significato solo instaurando un particolare dialogo con l’uomo. Una relazione, questa, che si esprime attraverso un linguaggio non verbale, bensì emotivo (da qui il titolo: “Un Regard Silencieux”, uno sguardo silenzioso). L’osservatore guarda le foto, ne rimane colpito e costruisce quindi una propria visione del mondo. Da qui partirà inevitabilmente quell’indagine dedicata alla propria esistenza, sul rapporto che l’uomo instaura con il mondo.
Ecco che ancora una volta la fotografia paesaggistica si fa sociologia, grazie alle emozioni suscitate da questi scatti, che, come forza visiva e potenza espressiva, non sono molto lontani dalle riflessioni provate da un giovane poeta marchigiano nel primo Ottocento.
Alberto Pelucco

“Un Regard Silencieux” – Fotografie di Renato Pasmanik

6 – 17 novembre 2013
Galleria Gomiero, via Rosolino Pilo, 11 20129 Milano
Orari:

lunedì – venerdì: 15.30 – 19.30
in altri orari su appuntamento
Per informazioni:

Galleria Gomiero
tel. 02.20520250
g.gomiero@gmail.com


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