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Auto

Renault come Volkswagen? L’ipotesi è che abbia utilizzato lo stesso software

Cesare Lavia
15 gennaio 2016

FOTO COPERTINA

La notizia è di quelle che lasciano senza parole. Da mesi si attende di sapere come si chiuderà lo scandalo “Dieselgate” che ha travolto la tedesca Volkswagen e, a sorpresa, entra in scena la francese Renault.

Nella giornata di ieri, la polizia antifrode, dopo aver perquisito alcuni stabilimenti, ha sequestrato alcuni computer del Gruppo per capire se la società abbia manipolato i dati sulle emissioni dei propri motori. In seguito alla diffusione della notizia, il titolo della Casa francese è precipitato in Borsa.

Sarà vera l’ipotesi investigativa secondo la quale alcuni motori diesel Renault sono stati equipaggiati con l’ormai tristemente famoso software che consente di eludere i controlli sulle emissioni?

Renault ha confermato le perquisizioni, ma ha smentito l’ipotesi di frode. Stessa cosa ha fatto il ministro Segolène Royal, che però ha ammesso livelli di emissioni più alti di quelli consentiti dalla legge (uno sforamento delle norme sul Co2 e ossido di Azoto). A seguire, si è espresso anche il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, secondo il quale la situazione di Renault non è in alcun modo paragonabile a quella di Volkswagen.

Ricordiamo che lo Stato francese è il primo azionista di Renault, con il 15% del capitale.

In realtà c’è da dire che subito dopo la rivelazione pubblica da parte dell’EPA – l’Agenzia americana di protezione dell’ambiente – dell’utilizzo del software da parte di Volkswagen, il governo francese ha istituito una Commissione tecnica indipendente (Commissione Royal) allo scopo di verificare che i costruttori francesi non avessero equipaggiato le proprie vetture con software equivalenti.

La Direction Générale de l’Energie et du Climat (DGEC – Direzione Generale dell’Energia e del Clima), interlocutore pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, avrebbe escluso la presenza di un software truccato sui veicoli Renault. E, proprio dopo il successo della recente COP 21, Renault aveva fatto sapere di voler accelerare il proprio coinvolgimento a favore di soluzioni industriali utili alla tutela del pianeta.

Il Gruppo Renault è nella top 3 (1° nel 2013, 2° nel 2014) dei programmi di miglioramento dell’impronta CO2. Da tre anni infatti il Gruppo Renault ha concretamente ridotto del 10% la carbon footprint dei suoi veicoli.


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