Motori

Renault Scenic Xmod Cross: rivoluzionario monovolume

Davide Stefano
11 giugno 2013

Come sempre, Renault cerca di unire varie attività inerenti alle diverse prove stampa. Questa volta si trattava della nuova Renault Scenic Xmod Cross, l’ultima nata dalla famigerata famiglia Scenic, la mamma di tutte le monovolumi. In questo caso ha sviluppato un’intuizione geniale: unire la sportività e la linea pulita del design con un percorso adatto alla Cross, seguendo un itinerario ricco di avventura, in un percorso ricco di curve e un po’ accidentato, in questo caso la strada per il Mottarone, dove abbiamo provato l’esperienza di un bob su rotaie, per poi passare ad un ottimo pranzo in mezzo alle colline, in una elegante cascina, fino ad arrivare ad una prova con l’Extended Grip ,con due gomme su asfalto bagnato e due su asfalto asciutto. Sono rimasto molto soddisfatto della prova, essendo una trazione anteriore.

Sportiva ed elegante, Xmod Cross riesce perfettamente a sintetizzare lo stile outdoor da Crossover e l’attenzione ai dettagli e allo stile che da sempre caratterizzano la filosofia Scénic XMOD. Con un’altezza da terra rialzata (+30 mm), il design espressivo del modello acquisisce tutti i canoni estetici dei crossover: specifico paraurti anteriore e posteriore, protezioni del sottoscocca e barre da tetto cromate.Il look è completato da luci diurne a Led di serie, con cerchiature cromate, e cerchi specifici Design 16’’ o Lega 16’’ e 17’’.

Il badge Cross posizionato sulle portiere anteriori sottolinea tutto lo spirito outdoor di XMod Cross.Oltre al badge Cross, ci sono altri due elementi che identificano il nuovo stile XMod: battitacco in cromo satinato con logo XMod sulle soglie delle porte (nella versione Energy) e badge XMod sul portellone posteriore.Scénic Xmod Cross è il primo modello della gamma Renault a beneficiare del nuovo dispositivo Extended Grip. Questo avanzato sistema di controllo della trazione rappresenta un’evoluzione dell’antipattinamento e consente all’auto di aderire alla strada con tranquillità in condizioni di guida difficili (neve, fango, sabbia, etc.). Attivando manualmente il selettore presente sulla console centrale, il conducente può scegliere la modalità di assistenza desiderata: “Standard”, “No Grip” o “Expert”. La modalità “Standard”, impostata di default, è perfetta con fondo compatto (asciutto, ma anche bagnato o ghiacciato): corrisponde alle regolazioni tradizionali dell’antipattinamento e si inserisce automaticamente superando la velocità di 40 km/h (in presenza di un’altra modalità).Optando per “No Grip”, il conducente delega al sistema Extended Grip la gestione delle ruote motrici. Questa modalità consente di adeguare automaticamente la coppia motrice trasmessa alle ruote, agendo sia sull’antipattinamento che sul controllo della stabilità. Così, i pneumatici M&S (Mud and Snow) ritrovano, anche su fango, neve o sabbia, una migliore aderenza e permettono di avanzare anche in condizioni estreme.In modalità “Expert”, è il conducente a controllare tutta la coppia motrice, dosando da solo l’accelerazione, mentre rimane comunque attivo il controllo della stabilità (ESP).Il sistema Extended Grip è obbligatoriamente associato ai pneumatici “Mud and Snow”, dotati di battistrada specifico, per disimpegnarsi più efficacemente su fango, sabbia o neve fresca.
Parliamo invece un po’ di motori, fattore molto importante per il mercato italiano. Vi è dapprima Energy dCi 110: questo best-seller è stato prodotto in oltre 1,1 milioni di unità nel 2012. Autentico concentrato di tecnologia, la sua architettura lo rende sobrio, performante e rispettoso dell’ambiente. Vi è poi Energy dCi 130: questo propulsore 1.6 Diesel associa consumi ridotti e performance inedite. Derivato dalle motorizzazioni sviluppate da Renault in Formula 1, sviluppa una potenza di 130 cv per un consumo di 4,4 l/100 km1. E ancora, Energy TCe 115: primo propulsore benzina turbo ad iniezione diretta di Renault, il blocco Energy TCe 115 dà prova di grande agilità, con una potenza di 115 cv, inedita per un 1.2 benzina.
Se Renault nel 1997 aveva inventato il monovolume, ora l’ha reinvitato in maniera più “avventurosa”.

Davide Stefano


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