Ricerca a 360° sul tumore dell’ovaio

Lara Bottelli
29 ottobre 2013

circolo_filologico

Il cancro dell’ovaio rappresenta il 3% di tutte le neoplasie femminili ed è la quinta causa più comune di morte dovuta a cancro negli Stati Uniti. In italia ogni anno si verificano 17 nuovi casi di tumore all’ovaio su 100.000 donne: è quindi da considerarsi raro, senza dimenticare però che è la forma più letale tra i tumori ginecologici. Circa l’80% dei tumori ovarici è benigno e colpisce soprattutto giovani donne tra i 20 e i 45 anni d’età, le neoplasie maligne si verificano invece più comunemente nelle donne di età più avanzata, compresa tra i 45 e i 65 anni. Poiché i cancri dell’ovaio vengono diagnosticati per la maggior parte quando sono già diffusi al di fuori dell’ovaio, sono responsabili di un numero cospicuo dei decessi per tumori del tratto genitale femminile.
È in questo contesto che si colloca il lavoro di squadra avviato da quasi 30 anni tra l’ospedale San Gerardo di Monza e altri ospedali, tra cui il Sant’Anna di Torino, gli ospedali civili di Brescia, il Policlinico Gemelli di Roma.
Grazie a queste collaborazioni si è sviluppata una banca dati con materiale biologico proveniente da biopsie di 1500 tumori dell’ovaio e un database con i relativi dati clinici aggiornati. Un sistema che rende possibile studiare quali siano le basi genetiche del tumore all’ovaio, il ruolo dei microRNA nella regolazione della biologia e del comportamento clinico del carcinoma ovarico, ma anche le ragioni della resistenza alle terapie e l’individuazione di nuovi markers tumorali utili per la diagnosi precoce.
La multidisciplinarità della ricerca è fondamentale per ottenere risultati che arrivino quanto prima alla persona con malattia. La ricerca pre-clinica e la ricerca clinica devono continuamente comunicare per capire le potenzialità di ogni nuovo dato disponibile dalla ricerca. In questo senso è fondamentale il lavoro e il sostegno della Fondazione Nerina e Mario Mattioli Onlus, che ha lo scopo di facilitare questo scambio, in particolare nell’ambito dei tumori ginecologici. Dal 1995, la Fondazione Mattioli ha contribuito a sviluppare e catalizzare la collaborazione inter-disciplinare e favorire il rapido trasferimento di conoscenze tra laboratorio e clinica, nella speranza di ottenere benefici per tutte le pazienti affette da tumori dell’apparato genitale femminile.

Oggi, martedì 29 Ottobre, alle ore 17, al Circolo Filologico di Milano, verrà presentato il sito www.fondazionemattioli.it realizzato dall’IRCCS-Istituto ‘Mario Negri’ e dalla Fondazione Mattioli per spiegare a un pubblico non specializzato come procede la ricerca sui tumori.

“Nel sito – sostiene la Presidente della Fondazione, Paola Mosconi, che guida anche il Laboratorio per il cittadino in sanità dell’IRCCS-Istituto Mario Negri – verranno presentati in modo semplice e divulgativi i metodi usati sia nella ricerca preclinica – dalle cellule staminali, all’angiogenesi, alla genomica – sia nella ricerca clinica con studi multicentrici. La ricerca scientifica, benché complessa, non deve spaventare, al contrario è importante che i cittadini la conoscano sempre più per capire meglio l’evoluzione dei risultati ottenuti. Nell’interesse di una buona e corretta informazione la Fondazione si sta, appunto muovendo per facilitare la comprensione dei metodi della ricerca pre-clinica e clinica”.

Lara Bottelli