Cinema

Ricordando Philip Seymour Hoffman

Giorgio Raulli
7 febbraio 2014

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Lascia sconvolti e disorientati la morte di Philip Seymour Hoffman, trovato senza vita nella sua abitazione a Manhattan domenica 2 febbraio. La scoperta del corpo con con un ago ancora infilato nel braccio non lascia molto all’immaginazione: sembrerebbe infatti che l’attore fosse ripiombato nel vortice della tossicodipendenza, che da almeno vent’anni aveva abbandonato. Pare inoltre che l’estate scorsa Hoffman avesse deciso di ricoverarsi in un centro riabilitativo per alcuni giorni, preoccupato per il rischio che stava correndo; moltissimi erano i progetti cinematografici che lo attendevano e nessuno si aspettava un epilogo simile.

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Attore estremamente versatile, è riuscito negli anni a conquistare ruoli sempre più rilevanti senza mai rinnegare una lunga gavetta di parti minori: da Scent of a Woman (nel 1992) a Il grande Lebowski, da Boogie Nights a Magnolia, ha costruito con maestria personaggi di contorno in film diventati poi di culto; fattosi notare ne Il talento di Mr. Ripley (1999, pellicola dal cast ricchissimo e internazionale) e in Quasi famosi (dove interpreta il cinico e geniale critico musicale Lester Bangs), nel 2002 gli viene affidato il ruolo di un professore innamorato di una sua studentessa ne La 25ª ora di Spike Lee con Edward Norton come protagonista.

Philip Seymour Hoffman, Meryl Streep

Dopo la vittoria di un Tony Award per la sua carriera teatrale nel 2000, la consacrazione cinematografica arriva con Truman Capote – A sangue freddo (2005) interpretando il noto scrittore durante la stesura del discusso romanzo-verità sulle vicende riguardanti il brutale assassinio di una famiglia del Kansas. La prova attoriale di Hoffman gli è valsa l’Oscar come Miglior Attore, anche se in seguito ha ottenuto di rado altri ruoli da protagonista assoluto, come ad esempio in Onora il padre e la madre, di Sidney Lumet, dove ha recitato al fianco di Ethan Hawke e Marisa Tomei, e ne Il Dubbio, dove divide la scena con Meryl Streep; negli ultimi anni ha lavorato con Clooney nel suo Le idi di marzo (nel 2011) e in The Master (2012), dove veste i panni di un predicatore ispirato al reale fondatore di Scientology, aggiudicandosi la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile alla 69ª Mostra del cinema di Venezia. Nel 2010 aveva esplorato anche la sua passione registica: la sua opera prima, che purtroppo resterà l’unica, Jack Goes Boating, è tutto sommato un buon film, una tragicommedia sicuramente di nicchia, ma che lasciava ben sperare per il futuro.

2002 Sundance Film Festival - "Love Liza" Portraits

Dopo aver interpretato il capo-stratega Plutarch Heavensbee nella seconda pellicola di Hunger Games, aveva già preso parte alle riprese del primo film tratto dal terzo capitolo della saga, in uscita nel novembre di quest’anno, ed era ad una sola settimana di girato per completare anche Il Canto della Rivolta – Parte 2, programmato per il 2015. Inoltre quest’anno saranno nelle sale altri due suoi film, ormai postumi: il drammatico God’s Pocket e il thriller A Most Wanted Man, entrambi presentati al Sundance Film Festival 2014.

Ancora una volta il cinema ha perso una delle sue più talentuose stelle per colpa della droga.

Giorgio Raulli

Per un’altra prospettiva sulla scomparsa di Hoffman: www.luukmagazine.com/it/addio-al-premio-oscar-philip-seymour-hoffman


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